Sanità, Alecci (Pd): "In Calabria restano scoperte più di 130 postazioni di medici di base"

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  30 luglio 2026 15:49

"In Calabria mancano più di 130 medici di famiglia, un numero che conferma il totale abbandono in cui versa la medicina territoriale nella nostra regione. I recenti dati non lasciano spazio a dubbi e spiragli di miglioramento, fotografando una situazione di incapacità organizzativa a livello di Governance con ricadute negative sulle comunità. A seguito del completamento delle procedure relative agli avvisi di zone carenti pubblicati dalla Regione Calabria sono, infatti, ben 48 le postazioni che mancano nella provincia di Cosenza, 25 quelle di Reggio Calabria, 23 quelle di Catanzaro e Vibo Valentia, 15 quelle di Crotone. Stano così le cose, tutti i territori calabresi si trovano a dover affrontare continui disagi con i cittadini costretti a rivolgere sempre più spesso ai grandi ospedali, intasando i percorsi di accettazione dei Pronto Soccorso, già sotto pressione". Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Pd, Ernesto Alecci. 

"Un dato inquietante è quello di Crotone, dove su 15 incarichi da assegnare non è pervenuta alcuna domanda. Un grido di allarme già lanciato da Salvatore Frontera, segretario del Partito Democratico di Cutro, Comune con poco meno di 10.000 abitanti e solo 3 medici di ruolo, a cui si aggiunge l'assenza cronica di pediatri. In particolare, nelle frazioni di Steccato di Cutro e di San Leonardo di Cutro sono ben 1350 le persone che si ritrovano da gennaio senza nessuna assistenza medica: una vera e propria emergenza sociale. A questo bisogna aggiungere l'assenza totale delle guardie mediche, di vitale importanza in questo periodo specialmente nelle zone turistiche.  Zone in cui la nostra regione non riesce ad offrire ai visitatori nemmeno l'assistenza medica di base. La situazione è diventata molto più che preoccupante. E’ il segno tangibile che la Calabria sotto l’attuale gestione del centrodestra è incapace di attrarre professionisti, lasciando interi territori privi di assistenza sanitaria e mettendo a rischio la salute dei cittadini".