Sanità alla resa dei "conti". Confronti sui bilanci ad alta tensione

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Sanità alla resa dei "conti". Confronti sui bilanci ad alta tensione

  23 maggio 2019 15:14

Nervi a fior di pelle, urla e imprecazioni. Da qualche giorno presso il Dipartimento di Tutela della Salute in Cittadella le Asp e le aziende ospedaliere sono chiamate a rapporto per rendicontare la chiusura dei bilanci 2018. Si preannuncia l'ennesimo stillicidio di segni meno e conti in profondo rosso. Da quanto appreso, il confronto da tecnico e asettico che ci si aspettava, trattandosi di numeri, è presto diventato un vibrante terreno di scontro fra i funzionari del settore 5 della Regione e le varie delegazioni inviate in rappresentanza dei singoli enti. Così, sovracuti sono stati i toni del faccia a faccia con i vertici del Pugliese nell'incontro svoltosi ieri. L'azienda ospedaliera del capoluogo avrebbe chiuso l'esercizio dell'anno scorso a meno 17 milioni di euro, in lieve "miglioramento" rispetto alle precedenti stime che proiettavano il disavanzo a meno 28 milioni. Non dello stesso avviso era però la controparte regionale che contesta almeno 6 milioni in più sullo squilibrio (arrivando così a superare i 23 milioni). 2 milioni non riconosciuti per il centro immunotrasfusionale, che ha avviato la propria attività da poco più di un anno, e soprattutto 4,5 milioni di crediti che il Pugliese vanta nei confronti della "sorella" azienda ospedaliero universitaria Mater Domini di Catanzaro. Secondo la Regione questa partita (tecnicamente infra-gruppo) sarebbe già stata già riconosciuta al Pugliese all'interno della quota di riequilibrio. I manager dell'ospedale non sono d'accordo perché è un credito regolarmente fatturato ed ora deve esserci un titolo giustificativo per mutare le sorti della posta in bilancio. Dal Pugliese si sono lasciati sfuggire che i 4,5 milioni sono solo una parte «del sangue donato a Mater Domini. Il drenaggio è andato avanti per anni». E dire che queste due aziende dovrebbero prima o poi fondersi per creare un'azienda unica. «La più importante del Meridione», dicevano in coro i consiglieri regionale, due mesi fa, al momento dell'approvazione della legge regionale recentemente impugnata dal governo giallo-verde. Al di là degli ospedali, i peggiori buchi rimangono quelli nei bilanci delle aziende sanitarie provinciali, in particolare con l'Asp di Catanzaro e di Cosenza in forte affanno. 

(ga.ru)

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner