Sanità calabrese, la denuncia della FP Cgil: “Azienda Zero e 118, sistema al collasso”

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  10 agosto 2026 10:19

«Riforme calate dall'alto, vertici amministrativi bloccati, drammatici ritardi e ambulanze senza medico: il sistema dell'emergenza-urgenza è al collasso. Ora basta giocare con la vita dei cittadini calabresi.»

La Funzione Pubblica CGIL Calabria, insieme ai Segretari Generali Territoriali, solleva una denuncia ferma, rigida e senza appello sullo stato di degrado istituzionale e operativo in cui versa il Sistema Sanitario Regionale. Sotto il peso di scelte riorganizzative burocratiche e prive di visione, il passaggio gestionale e la centralizzazione verso Azienda Zero si stanno trasformando in una "pseudo-riforma" fallimentare: un autentico "guscio vuoto" privo di organico proprio che spoglia le strutture territoriali per vivere di luce riflessa, creando insormontabili disagi per i lavoratori e gravissimi disservizi per l'intera comunità. La sanità calabrese non può più essere il laboratorio di esperimenti fallimentari condotti sulla pelle delle persone.

Nata con l'intento di centralizzare e velocizzare le procedure amministrative e i concorsi pubblici della sanità regionale, Azienda Zero si è invece trasformata in un imbuto burocratico. La rigida centralizzazione del modello unico regionalizzato ha generato una vera e propria paralisi del reclutamento per le Aziende Sanitarie Provinciali e Territoriali, i cui tempi di copertura dei posti vacanti risultano irrimediabilmente subordinati ai ritardi nell'emanazione dei bandi e al blocco sistematico delle graduatorie. L'impossibilità di assumere con tempestività medici, infermieri e personale sanitario finisce per sovraccaricare le piante organiche già in servizio, compromettendo gravemente l'erogazione delle prestazioni sui territori. L'obiettivo iniziale di razionalizzare la spesa e uniformare le assunzioni sta ottenendo l'effetto diametralmente opposto, mostrando il cortocircuito di una struttura rigida che non riesce a stare al passo con le esigenze immediate e flessibili dei singoli ospedali.

Questa incapacità gestionale si traduce ogni giorno in un’approssimazione logistica evidente, come dimostrato dalla nota di passaggio operativo recapitata dall'ASP di Cosenza e da Azienda Zero agli operatori del 118 con gravissimo ed ingiustificato ritardo, tramite raccomandata arrivata il 3 agosto 2026 a fronte di atti già siglati il 20 luglio: un disprezzo per le forme e per la dignità del personale che si è puntualmente ripetuto in tutte le altre ASP della regione. A questo quadro si aggiunge una gestione concorsuale mortificante, emblemata dalla prova d'esame per la mobilità degli infermieri svolta da remoto il 5 agosto 2026 e trasformatasi in una farsa a causa del crollo delle piattaforme informatiche. Nel frattempo, graduatorie valide e prorogate per legge fino al 2026, come la n. 136/2024 dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, giacciono del tutto bloccate; anziché far scorrere gli idonei di diritto, si preferisce emanare nuovi avvisi pubblici urgenti, duplicando le procedure ed esponendo gli enti a inevitabili ricorsi per la mancata valutazione dell'anzianità maturata nelle strutture accreditate.

I diritti dei lavoratori continuano così a essere calpestati: agli infermieri esperti della Rete Emergenza-Urgenza, regolarmente posizionati per la mobilità verso le Case di Comunità, viene negato il trasferimento con comunicazioni meramente verbali e prive di atti scritti, al solo scopo di tappare le falle del sistema. Al contempo, i nuovi assunti a tempo determinato vengono inviati negli ambulatori o gettati direttamente sulle ambulanze, capovolgendo la meritocrazia e condannando il personale storico al blocco. Negli ospedali la situazione è analoga: l'attivazione di nuovi locali e posti letto, come in Cardiologia/UTIC a Cosenza, avviene a "risorse umane zero", frazionando i lavoratori esistenti e spingendo il rischio clinico oltre ogni soglia di guardia.

Se l'apparato amministrativo annaspa, la trincea del 118 descrive una rete di soccorso al collasso. Nel Vibonese l'inapplicabilità dei modelli imposti da Azienda Zero ha già mostrato il suo volto più drammatico. I recenti fatti di cronaca, dai ritardi nei soccorsi per la giovane investita a Vibo Valentia fino al tragico malore che ha stroncato una giovane madre sulla spiaggia di Capo Vaticano, non sono semplici fatalità, ma la diretta conseguenza di scelte organizzative sbagliate. Pretendere di applicare in Calabria un "Modello Nord" concepito per territori ad alta fattibilità autostradale significa ignorare la realtà di una provincia fatta di centri storici isolati, una viabilità dissestata, aree montane impervie nelle Serre e zone costiere paralizzate dal flusso turistico estivo, condannando le ambulanze al ritardo perenne.

Il risultato è che nelle postazioni chiave di Vibo Valentia, Serra San Bruno, Soriano, Nicotera e Tropea oltre il 70% delle ambulanze continua ad uscire senza medico a bordo, scaricando un peso di responsabilità enorme ed inaccettabile sulle sole spalle di infermieri ed autisti soccorritori. Un organico prosciugato che le ASP cercano di tamponare autorizzando centinaia di ore di straordinario, misera misura palliativa che strema il personale senza garantire alcuna continuità. A ciò si aggiunge l'uso improprio dei mezzi di soccorso, sottratti al territorio in "codice rosso" per effettuare consulenze o trasferimenti interni tra ospedali per coprire le inefficienze dei presidi, prefigurando reali ipotesi di interruzione di pubblico servizio e danno erariale.

Di fronte a questo disastro, la continuità e la sicurezza del soccorso non possono più essere affidate soltanto al sacrificio dei lavoratori. La FP CGIL e le Segreterie Territoriali si rivolgono direttamente al Presidente della Regione e Commissario ad Acta, Roberto Occhiuto, chiedendo l'immediata sospensione delle riforme astratte e l'apertura di un tavolo di confronto urgente tra Regione, Azienda Zero, le ASP territoriali e le Organizzazioni Sindacali. Si rende inderogabile una revisione profonda della rete del 118 che ricalcoli tempi e collocazione dei mezzi sulla reale geografia del territorio, affiancata da un Piano Straordinario di Assunzioni di medici e infermieri dedicati all'emergenza per fermare la piaga delle ambulanze demedicalizzate. Tale piano deve garantire contestualmente il potenziamento e la stabilità del personale tecnico e amministrativo, snodo indispensabile per il corretto funzionamento della macchina sanitaria, basandosi su criteri aperti e trasparenti per lo scorrimento delle graduatorie vigenti, così da porre fine alla precarizzazione e valorizzare con merito il personale in servizio.

In assenza di risposte concrete e di un'inversione di marcia immediata, la FP CGIL metterà in campo tutte le iniziative di lotta sindacale e di protesta necessarie a garantire il rispetto dei diritti del personale della sanità calabrese e la tutela della salute pubblica.