Sanità, Figliolia chiarisce: "L'uscita dal commissariamento non richiedeva il vaglio della Corte dei conti"

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  26 giugno 2026 13:31

Non c’era alcun bisogno del vaglio della Corte dei conti per deliberare la fine del commissariamento della sanità calabrese. Lo hanno detto gli stessi giudici contabili e il governo ne ha preso atto rendendo immediatamente esecutiva l’uscita dal commissariamento. A ricostruire la vicenda è Ettore Figliolia, sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria, cassazionista e avvocato dello Stato, in una intervista al Quotidiano della Calabria.

“La Corte dei conti – spiega Figliolia - ha fatto un rilievo istruttorio. Non quindi un diniego di visto. In sostanza ha detto alla Presidenza del Consiglio “questo atto voi l’avete mandato al visto e il vostro comportamento è diverso da quello che avete adottato in fattispecie del tutto similari”. Il riferimento è a quanto accaduto nel Lazio, dove l’uscita dal commissariamento è stata adottata con apposito Dpcm del governo senza il vaglio dei giudici contabili.

“A fronte di questo rilievo istruttorio – ricostruisce Figliolia - l’amministrazione statale ha rivalutato il tutto. Verificato cosa era stato fatto precedentemente per contesti del tutto similari e ha potuto effettivamente prendere atto che queste delibere di uscita, di cessazione dal regime commissariale, in passato non erano andate al visto della Corte dei conti. Ora, sulla base di questo, tenuto conto dell’impegno politico della Regione Calabria di recepire integralmente tutte le osservazioni del ministero della Salute, si è andati avanti”.

"Adesso – conclude Figliolia – si va avanti con il piano di rientro che “prevede il recepimento di quelle indicazioni sulla spesa, con monitoraggio continuo da parte dei ministeri competenti. Le prescrizioni sono soprattutto finalizzate ad evitare che ci siano degli investimenti, delle spese non coerenti e compatibili con quelli che sono le esigenze di bilancio”.


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