Sanità, il Tavolo Adduce "certifica" un disavanzo record di 105 milioni. Rinvio sulle assunzioni

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L'immagine simbolo dei tagli
  01 agosto 2019 22:32

di GABRIELE RUBINO

Disavanzo record e “rinvio” sul personale. Era molto attesa la riunione di oggi del Tavolo dei ministeri che vigilano sull’attuazione del piano di rientro della sanità calabrese (oltre a quello della Salute c’è anche il Mef) perché lo stesso commissario Saverio Cotticelli da settimane condizionava ogni mossa sulle assunzioni all’esito della riunione a Roma. Da quanto appreso, i ministeri non hanno chiuso totalmente la porta lasciando spiragli per future autorizzazioni. Si dovrebbe trattare essenzialmente di misure per garantire quantomeno il turn over. I funzionari ministeriali hanno chiesto l’ennesima ricognizione dei dati sul personale (e precedenti decreti commissariali) a partire dal 2016.

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DISAVANZO RECORD- Quella di oggi era soprattutto la seduta dell’altrimenti denominato Tavolo “Adduce” (dal nome del dirigente del Mef che lo presiede per la parte sui conti) dedicata alla chiusura del bilancio del 2018. Stando a chi ha partecipato alla riunione, il Mef avrebbe rilevato un disavanzo da 213 milioni di euro che, dopo le coperture delle extra-aliquote fiscali (circa 100 milioni) e il trasferimento in bilancio della quota sociale (8,5 milioni) arriva a circa 105 milioni. La Regione ha accolto con sorpresa il fatto che non siano state riconosciute delle poste attive “vidimate” anche dall’advisor contabile (Kpmg). In ogni caso, la cifra sarà cristallizzata una volta che sarà inviato il verbale della riunione odierna del Tavolo. I conti sono lontanissimi dal pareggio.

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GLI ALTRI “SCHIAFFI” DEL MEF- Nella lunga seduta tenutasi nel pomeriggio fino a sera, i ministeri hanno strigliato la delegazione regionale su parecchi altri punti. I funzionari governativi hanno chiesto informazioni sulle modalità di fatturazione delle aziende, sull’inspiegabile fatto che la GSA non distribuisca le risorse che ha in pancia. Altre reprimende sarebbero poi arrivate sulle modalità di calcolo delle tariffe per la sanità privata, nonché sulla questione dell’Ota, l’organismo tecnicamente accreditante che regola i rapporti con gli operatori convenzionati. Sui Lea il discorso sarà riaffrontato. Al momento la stima del dicastero della Salute è di 139 (la soglia dell’adempienza è 160), ma mancano all’appello alcune griglie di dati che dovrebbero far salire il punteggio. Il dipartimento regionale di Tutela della Salute aveva preventivato di aver raggiunto 161.

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