Sanità in Calabria, proposta di legge per rafforzare sei ospedali nelle aree interne

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  13 ottobre 2026 15:42

“La nostra proposta – spiega Succurro – prevede il rafforzamento delle funzioni ospedaliere, dall’emergenza-urgenza alla medicina interna, dalle attività chirurgiche all’assistenza pediatrica, fino alla diagnostica, all’ortopedia e ai servizi oncologici territoriali. Vogliamo favorire anche la rotazione programmata dei medici specialisti e delle équipe tra le strutture sanitarie, per utilizzare meglio le professionalità disponibili. Il provvedimento punta inoltre sulla telemedicina, sul teleconsulto e sul telemonitoraggio, strumenti che possono assicurare maggiore continuità assistenziale e ridurre gli spostamenti dei pazienti, soprattutto anziani e cronici. La giunta regionale dovrà definire il piano di attuazione entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge”.

La proposta di legge si inserisce nel confronto nazionale sul futuro dell’assistenza ospedaliera e sulla tutela delle aree interne, oggi interessate da un progressivo spopolamento. Su questi temi Succurro ha lavorato anche da sindaca di San Giovanni in Fiore, con iniziative per ottenere personale medico, attrezzature e servizi per l’ospedale cittadino, e da presidente dell’Anci Calabria, con particolare attenzione alle difficoltà dei Comuni montani e territorialmente isolati. 

“Si parla tanto di ripopolamento delle aree interne, di incentivi e di nuove opportunità per coloro che decidono di restare. Ma senza una sanità pubblica affidabile e senza ospedali capaci di rispondere ai bisogni delle famiglie, sarà arduo – avverte la consigliera regionale – arrestare lo spopolamento. La nostra proposta risponde a questa esigenza ed è coerente con la volontà del presidente Occhiuto e della maggioranza regionale di rafforzare l’assistenza. Anche recenti iniziative legislative popolari dimostrano che il problema è molto avvertito dalle comunità locali. Auspico che su questo provvedimento non vi siano divisioni politiche. La tutela della salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione e deve quindi unire tutte le forze del Consiglio regionale. I cittadini delle aree montane e disagiate hanno diritto come gli altri – conclude Succurro – a cure adeguate e accessibili”.