Sanità, la denuncia di “Insieme per i malati": "Le cure non possono andare in vacanza"

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Foto di archivio
  08 luglio 2021 14:06

"Per gli ammalati calabresi, quando arriva l’estate, si amplifica il problema di accedere alle cure. Le disavventure di chi si imbatte nella “disorganizzazione ben organizzata” (espressione coniata dalla rete “Insieme per i malati” e divenuta ormai famosa per come rende l’idea) della sanità calabrese  sono all’ordine del giorno". Così in una nota di Luana Maurotti ed Enzo Nania, Coordinatori Osservatorio socio-sanitario della Calabria Rete associativa “Insieme per i malati. ”Difficile scegliere quale sia la più drammatica: c’è la storia di Piera, - prosegue la nota - che attende di effettuare un esame al reparto di Ematologia del Pugliese- Ciaccio che scongiuri l’esistenza di altre malattie, in parte diagnosticate in una clinica privata. E poi c’è il caso del padre di Caterina, diabetico da tanti anni e malato oncologico, rimandato al 17 ottobre per la visita diabetologica di controllo: “Siamo anche in attesa delle striscette necessarie per la misurazione del diabete – continua Caterina – Mio padre ha ottantatré anni, sta seguendo un piano terapeutico oncologico, eppure ciò non basta ad ottenere una visita di controllo in tempi celeri che attesti i valori del diabete. Al CUP semplicemente rispondono che non c’è posto, senza alcuna spiegazione. E non solo rimandano ad ottobre come prima data utile, ma addirittura a Lamezia Terme perché a Catanzaro bisognerebbe aspettare ulteriormente!”".

"Ma anche a Vibo Valentia - si legge ancora - la situazione non è delle migliori, anzi. La signora Maria (è un nome di fantasia), malata oncologica, si sta sottoponendo a cicli di chemioterapia che, tra gli effetti collaterali, le stanno compromettendo la vista. Eppure, nonostante la ricetta del medico, non riesce ad essere visitata al reparto di Oculistica dell’ospedale di Vibo Valentia perché i medici, pur presenti, non sono disponibili. Eppure ricevono per appuntamento nei loro studi privati. Insomma, per prenotare una visita di controllo al CUP, non solo di routine, ma anche per chi è affetto da patologie croniche, c’è un tempo di attesa di 2 settimane. Ma c’è chi viene rinviato ad ottobre senza sapere neanche il perché. Già questo sarebbe di per sé un fatto grave, ma è ancor più grave per chi si trova ad avere un’impegnativa per una prima visita onco-ematologica con una priorità che può variare da 3 a 10 giorni, e al telefono non risponde nessuno. Ti ritrovi ad andare di persona, e ti senti rispondere che al telefono non rispondono in quanto non possono prendere prenotazioni. Così ti ritrovi a rivolgerti alle associazioni di categoria, che prontamente intervengono, e alla fine la visita si riesce a fare".

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"Certo, noi della rete “Insieme per i malati”, - evidenziano - che col sostegno del CSV Calabria Centro e del Forum del Terzo Settore abbiamo costituito un Osservatorio socio- sanitario regionale, allo scopo di ricevere denunce e raccogliere dati significativi per essere utili alla cittadinanza ed al territorio, non vogliamo puntare il dito sui medici che, essendo sotto organico, fanno del loro meglio, ma su quello che sistematicamente ogni estate avviene si! Avviene che:  per la sanità calabrese anche le malattie dovrebbero andare in vacanza. Avviene che: le liste d’attesa, che già hanno tempi biblici, si allungano ad oltranza. Avviene che: se hai i soldi puoi fare tutto privatamente. Purtroppo questo è una minima parte di quello succede, quando hai la sfortuna di ammalarti, con l’aggravante di ammalarti in Calabria".

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"A questo punto - concludono - noi della rete “Insieme per i malati” abbiamo delle domande da rivolgere al Commissario Longo ed ai dirigenti del settore: Quando qualcuno si degnerà di darci qualche risposta? La politica, o meglio, la mala politica, prenderà mai in considerazione i circa 300 mila malati cronici calabresi, che sono il 15% in più rispetto al resto d’Italia? Quando chi ha competenze e ricopre ruoli di responsabilità sulla sanità calabrese si prenderà carico del bene comune? La sanità calabrese rimanda i malati a settembre, ma i malati non sono più disposti ad aspettare. Le malattie non danno tempo, anzi il più delle volte è solo anticipando i tempi che si riesce a non morire. A questo punto chiediamo  al Commissario Longo ed ai vari responsabili sanitari un incontro- confronto per discutere con il nostro contributo delle soluzioni possibili. E non accettiamo di essere rimandati a settembre!"

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