Sanità. La riflessione (amara) e i consigli di Franco Petramala

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Franco Petramala
  23 agosto 2021 12:48

di FRANCO PETRAMALA  

La Calabria come tutte le Regioni ha usufruito soprattutto della burocrazia dello Stato, all’indomani della loro costituzione.

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Nel prosieguo degli anni la Calabria ha selezionato una struttura che prendesse il posto di quella precedente, motivata dal progetto regionalista, in verità con qualche improvvisazione e qualche inciampo. All’epoca tuttavia la convergenza della politica sul riassetto comportò un contributo positivo.

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I decreti Bassanini, siamo al 1995 o giù di lì, influenzarono i nuovi assetti decisionali, ripartiti fra rappresentanza politica e competenza della burocrazia, rivelando ritardi notevoli. Con il passare del tempo si impoverivano le strutture burocratiche per la messa in quiescenza progressiva di chi aveva accumulato esperienzeed avendo trattenuto nel proprio profilo le motivazioni del servire una Regione splendida seppur difficile come la Calabria.

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Quindi tirare il bandolo del groviglio delle inadeguatezze e delle inefficienze della Regione dalla Sanità è quanto meno fuorviante.

Certamente per la natura del servizio e per la gravità delle vicende il commissariamento della la Sanità si trova in evidenza.

Cosa non ha funzionato nel Commissariamento della Sanità? Lo ha chiaramente sostenuto recentemente la Corte Costituzionale: essa infatti non ha censurato il Commissariamento in quanto tale, lo ha solamente censurato “per difetto”, nel senso che il Governo non ha provveduto a sostenere l’azione del Commissario con personale esterno e soprattutto dotato di conoscenze e attitudini proveniente da esperienze virtuose (Sentenza n° 168/2021).

Sicchè condivido l’osservazione, di recente fatta da Agazio Loiero, che il problema della Sanità è simile ad altri settori della Regione, quelli beninteso deficitari.

Ma non condivido l’dea che la soluzione sarebbe il levigare e ottimizzare la figura del Commissario consentendo la nomina di unAssessore Tecnico, visti gli insuccessi verificati nella maggior parte dei casi.

Come suggerisce la Corte Costituzionale è necessario che il Governo realizzi il trasferimento o l’utilizzo di dirigenza e di personale qualificato, prevalentemente da altrove, a supporto delle azioni di governo della Sanità. Senza una tale misura ogni tentativo di recuperare la efficienza del sistema sanitario calabrese sarà destinato a fallire. Che sia un memento a chi andrà a ricoprire il ruolo di Presidente della Regione.

      

 

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