Sanità, Madeo: "Perché i centri trasfusionali non possono prescrivere i farmaci chelanti del ferro?"

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images Sanità, Madeo: "Perché i centri trasfusionali non possono prescrivere i farmaci chelanti del ferro?"
Rosellina Madeo

In molte regioni d’Italia è già la prassi. In Calabria i politrasfusi incorrono in burocrazia e ritardi cronici. Depositata un’interrogazione

  16 marzo 2026 15:40

«La buona sanità è suffragata certamente da investimenti ma anche da un’organizzazione che sappia mettere in rete tutti gli attori che ne fanno parte. E per questo non occorrono soldi ma una visione globale e condivisa.

Sia data ai Centri trasfusionali, in linea con il principio di continuità assistenziale, la possibilità di prescrivere ai politrasfusi i farmaci ferrochelanti. L’iter che oggi devono compiere i pazienti soggetti a trasfusione è il riflesso di una disorganizzazione sanitaria che anziché mettere al centro la persona immagina percorsi ad ostacoli infarciti di burocrazia e problemi logistici. Con un’interrogazione a risposta scritta chiedo al Presidente e alla sua giunta i motivi che impongono l’esclusione dei suddetti centri dall’elenco delle strutture che possono invece prescrivere questa tipologia di medicinali, cosa che già accade da nord a sud in regioni, tra le tante, come la Sicilia, la Puglia e l’Emilia Romagna.

L’esclusione dalla prescrizione qui in Calabria rappresenta un vero e proprio paradosso che ingenera una disconnessione assistenziale: il mancato riconoscimento dei centri trasfusionali tra i centri prescrittori crea una frattura nella continuità assistenziale. Il paziente trasfonde nel centro ma deve recarsi in un altro reparto per ottenere la ricetta del farmaco che serve proprio a gestire il ferro introdotto con quella trasfusione.

Un modello organizzativo che fa registrare ritardi significativi nella prescrizione e nel rinnovo dei Piani Terapeutici con il rischio concreto di interruzione della terapia. Come facciamo dunque a meravigliarci quando i dati parlano chiaramente di sfiducia dei cittadini verso il sistema assistenziale regionale?

A complicare il quadro c’è la carenza di ematologi in molte aree della Calabria, causa di frequenti spostamenti verso i pochi centri autorizzati creando disparità territoriali, costi logistici e disagi per pazienti fragili che necessitano di cure costanti e ravvicinate. Doveroso dunque adottare un modello più adeguato al pari di altre regioni. Soprattutto se si parla di organizzazione e non di somme ingenti di denaro da investire».

Ad affermarlo, in una nota, il consigliere regionale Rosellina Madeo. 

 

 


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