Sanità, Mater Domini chiude il bilancio a -21,1 milioni. Il disavanzo maggiore fra i grandi ospedali

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  07 agosto 2019 19:02

di GABRIELE RUBINO

L’azienda ospedaliero universitaria Mater Domini ha approvato il bilancio 2018. Il disavanzo è parecchio pesante: l’esercizio si è chiuso con un disavanzo di 21,1 milioni di euro. Dopo la contrazione degli scorsi anni, il 2017 si era chiuso a – 12,3 milioni. Il fratello maggiore, l’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, ha invece chiuso a – 20,5 milioni (leggi qui). Sul fronte delle aziende ospedaliere è nel capoluogo dunque che si registrano i conti più squilibrati, mentre l’Annunziata di Cosenza e il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio chiuderanno in pareggio o in leggero attivo. L’ospedale più piccolo fra gli Hub ha il disavanzo più grande.

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Risultati CE dell'Aou Mater Domini. Fonte: Ragioneria Generale dello Stato

I COSTI CRESCONO PIU’ DELLA PRODUZIONE- I dettagli del bilancio della Mater Domini rivelano che nonostante l’incremento della produzione rispetto all’anno precedente i costi sono cresciuti più che proporzionalmente. Il totale dei ricavi è stato valorizzato a 92 milioni contro gli 84,2 dell’anno precedente. Mentre il totale dei costi è arrivato a ben 105,6 milioni di euro contro i 93,3 milioni del 2017. Nello specifico, i ricoveri sono incrementati di circa 3,5 milioni con un controvalore complessivo 42,1 milioni. Per contro, l’acquisto dei beni sanitari è lievitato di 6,6 milioni, arrivando a 38,9 milioni. Ha pesato sul risultato negativo anche l’incremento di 1,5 milioni del costo del personale, passato da 38 a 39,5 milioni di euro, e la voce di accantonamento dei rischi (nell’esercizio 2017 non valorizzate) salita di oltre 2 milioni.

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SCHIZZANO GLI INTERESSI PASSIVI- Nella gestione straordinaria il dente avvelenato del bilancio 2018 dell’ex Policlinico con sede sanitaria nel campus universitario di Germaneto sono stati gli interessi passivi. Nel 2017 valevano 1,5 milioni di euro mentre l’anno scorso sono aumentati fino ad arrivare a 4,7 milioni di euro. Lo stock di debiti (nello stato patrimoniale) ammonta a 173,2 milioni di euro, di cui 145,5 verso i fornitori e 20,8 verso l’istituto del tesoriere.   

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