Sanità. Pitaro (Misto): “L’ospedale di Crotone continua a perdere pezzi"

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L'avvocato Francesco Pitaro
  16 giugno 2021 18:34

“L’ospedale di Crotone continua a perdere pezzi, soggetto com’è a continui ridimensionamenti inaccettabili. Per ultimo, la decisione di chiudere il reparto di terapia intensiva neonatale, costringendo le famiglie di neonati con patologie a emigrare verso altri centri della regione. Il motivo di questo incredibile misfatto? La mancanza di personale. Ma com’è possibile che si scelga la strada più rischiosa anziché programmare con intelligenza l’assunzione di medici e personale sanitario? Le risorse non mancano e le lacune nell’organico, acutizzate dall’emergenza sanitaria in corso, non sono certo una sorpresa, ma una storica consapevolezza”.

A dirlo è il consigliere regionale Francesco Pitaro, che aggiunge: “Chi ha la l’onere e l’onore di governare una struttura sanitaria dovrebbe avere come unico obiettivo quello di assicurare alla comunità prestazioni efficaci, ma se per le ragioni più disparate non ci riesce non deve fare altro che rassegnare le dimissioni. Basta con le sottovalutazioni, le impotenze e le inadempienze amministrative che si ripercuotono drammaticamente, nonostante le reiterate proteste,  sul diritto alla salute dei cittadini. Dinanzi all’inarrestabile depauperamento della sanità pubblica  del territorio e alla legittima indignazione di medici, infermieri, cittadini e associazioni  di una delle città più mortificate del Mezzogiorno e dell’Italia, intervenga subito il presidente Spirlì e, attivando con energia i poteri che il Governo gli ha conferito, anche il Commissario ad acta per la sanità”.

“Condivido in pieno l’appello dei diversi consiglieri comunali di Crotone – conclude Pitaro – legittimamente in allarme per una situazione il cui esito si prefigura disastroso. Sarò accanto a loro e a ogni istanza della società civile per sollevare una scelleratezza che deve essere risolta in tempi rapidi, non solo con la riapertura del reparto di terapia intensiva ma anche con la rimozione dei responsabili di una tale deriva sanitaria”

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