Sanità, Potere al Popolo: "Occhiuto e Cannizzaro come il gatto e la volpe: no a misure tampone"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Sanità, Potere al Popolo: "Occhiuto e Cannizzaro come il gatto e la volpe: no a misure tampone"


  08 gennaio 2026 16:51

"Ricordate la scena del film di Comencini “Le avventure di Pinocchio”, quando il burattinaio Mangiafoco regala cinque monete d’oro a Pinocchio perchè le porti al suo babbo Geppetto, e Pinocchio, invece, si lascia abbindolare dalla Volpe e dal Gatto e se ne va con loro. Il duo Cannizzaro-Occhiuto che difendono l’ospedale di Polistena mi sa tanto di gatto e la volpe". Lo scrive in una nota stampa Potere al Popolo Calabria.

"Francesco Cannizzaro, deputato e segretario regionale di Forza Italia, si presenta al presidio davanti l’Ospedale di Polistena, organizzato dal comitato cittadino locale, per annunciare di avere trovato la soluzione, naturalmente d’intesa con il Governo e con il ministro della salute Orazio Schillaci. Udite! Udite! “l’individuazione di un iter immediatamente percorribile per tutelare i servizi essenziali dell’ospedale”. Sapete di cosa si tratta? - scrivono - Di inserire, in sede di conversione de decreto Milleproroghe, la norma che consente “la proroga dei medici in pensione”, che, ammette candidamente, “non è stata inserita nell’ultimo decreto”. Ha tanto a cuore le sorti del Servizio Sanitario Nazionale, che dimentica, insieme alla sua maggioranza parlamentare ed al suo governo, di inserire questa norma, che di fatto rappresenta una boccata di ossigeno per alcuni presidi della sanità pubblica. Per intenderci la classica pezza più piccola del buco. 

Occhiuto, l’imperatore, dal canto suo non è nuovo alla chiusura degli Ospedali calabresi. Noi lo ricordiamo ai tempi della presidenza Scopelliti. Grande sostenitore della scelta della chiusura degli ospedali, motivando quella scelta con la necessità di ridurre lo spreco, perché, secondo lui, mantenere più posti letto e 19 ospedali in tutta la regione era uno spreco! Era uno spreco riconoscere ai calabresi il diritto di curarsi presso le strutture pubbliche...!!!
Gli ultimi dati elaborati dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), confermano quello che sosteniamo da tempo e cioè la distruzione della sanità pubblica italiana a vantaggio di quella privata, con la Calabria che detiene il primato nella classifica di questa distruzione.

Questo è il risultato delle politiche neoliberiste fatte proprie sia dal centro destra, che dal centro sinistra ed i cui governi hanno operato tagli draconiani alla spesa sanitaria negli ultimi 30 anni. Ricordiamo l’argomento utilizzato: “Ce lo chiede l’Europa”, a sostegno delle politiche neoliberiste che hanno distrutto lo stato sociale, perché ci ripetevano ossessivamente che i soldi non ci sono. Però oggi trovano fulmineamente 800 miliardi di euro per il riarmo, voluto da quasi tutti i partiti italiani, e la NATO destina il 5% del PIL per le armi che naturalmente dobbiamo acquistare dagli USA.

Noi calabresi non ci dobbiamo far abbindolare da questi personaggi, dobbiamo pretendere che venga garantito il nostro diritto alla cura.

Non dobbiamo accontentarci di “misure tampone", per intenderci di quelle misure che non risolvono le cause profonde o strutturali della drammatica situazione in cui versa la sanità italiana e calabrese in particolare.
Non è più rinviabile:
• Incrementare la spesa sanitaria, fissando un obiettivo del 10% del PIL per garantire un servizio sanitario pubblico, universale e di qualità, senza che un soldo finisca al privato;
• Un piano straordinario di assunzione di personale tale da consentire il raggiungimento di un SSN totalmente pubblico;
• Migliorare le condizioni lavorative del personale sanitario, portando l'orario lavorativo a 30 ore settimanali a parità di salario e riconoscendo la natura di lavoro usurante per alcune specializzazioni;
• Abolire le figure dei lavoratori del SSN non assunti direttamente dallo stesso, in particolare i cosiddetti medici ed infermieri “a gettone”. Tale meccanismo grava sulle casse pubbliche e incide negativamente sulla salute dei pazienti;
• Procedere a un progressivo trasferimento al pubblico delle strutture e del personale dei servizi sanitari privati convenzionati e non convenzionati;

Siamo al fianco di tutte le comunità che si battono per impedire che venga negato quel fondamentale diritto dell'individuo che è la tutela della salute. Noi riteniamo che la sanità non è un bene di mercato, ma un diritto fondamentale e dobbiamo rilanciarla!".


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.