Sanità privata, il presidio dei sindacati alla Regione: verso lo sciopero nazionale di aprile

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  25 marzo 2026 13:01

di GAETANO MARCO GIAIMO

Un ritardo nel rinnovo dei contratti nazionali che risulta inaccettabile: è questo il motivo del presidio che in questa ventosa mattina Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno tenuto davanti alla Cittadella Regionale "Jole Santelli" di Catanzaro. Un folto gruppo di lavoratori e lavoratrici di sanità privata accreditata, Rsa e riabilitazione si sono ritrovati per protestare contro il mancato adeguamento salariale da parte delle associazioni datoriali Aiop e Aris, che rispettivamente da otto e tredici anni "continuano a sottrarsi all'apertura dei negoziati, nascondendosi dietro la pretesa di ricevere certezze economiche dalle istituzioni", come dichiarato in una nota.

Il 17 aprile un'ampia delegazione di lavoratori calabresi si recherà a Roma per aderire alla già annunciata manifestazione nazionale. "Si tratta del quarto sciopero che proclamiamo sulla vertenza", ha evidenziato la Segretaria Generale di Fp Cgil, Alessandra Baldari, "è ormai da troppo tempo che questi professionisti sono bloccati con le loro retribuzioni. Si parla di 300.000 persone in tutta Italia che non hanno incrementi adeguati mentre la sanità pubblica si è già rinnovata per ben due volte: la disparità salariale tra infermiere pubblico e privato ad oggi è di 500€". Il quadro si complica ulteriormente quando si considera che "In Calabria, per quanto riguarda le Rsa, la situazione è completamente in mano alla sanità privata: questi servizi riguardano soprattutto la fascia di popolazione più debole, sono convenzionati e finanziati con le tasse dei cittadini, rimane solo una parte di rischio di impresa che i datori di lavoro devono pensare di mettere in conto, non possiamo pretendere che tutto venga finanziato oltremodo".

Sulla stessa lunghezza d'onda è Luciana Giordano, Segretaria Generale di Cisl Fp: "Le parti datoriali di Aiop e Aris non intendono sborsare neanche un centesimo, pretendendo di scaricare il costo dei rinnovi contrattuali sulle spalle dei lavoratori e che le Regioni si facciano carico dell'intero finanziamento. Ricordiamo che questi enti stanno finanziando già il 50% del costo relativo ai rinnovi contrattuali. Sono stati esperiti tanti tentativi di conciliazione presso il Ministero del Lavoro, oggi siamo a una delle tappe di preparazione allo sciopero generale di Roma: c'è un forte stato d'agitazione dato da una vertenza senza fine che va avanti ormai da tantissimo tempo. Gli imprenditori, come tali, devono assumersi il rischio d'impresa: altrimenti, si parla di prenditori". La richiesta di oggi al Presidente-Commissario Roberto Occhiuto è la subordinazione all'accreditamento di queste strutture al rispetto, all'applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle firme maggiormente rappresentative.

"Servono maggiori controlli sulle strutture accreditate", ha ribadito il Segretario Generale di Uil Fpl Calabria, Walter Bloise, "parliamo, in Calabria, di oltre 1000 lavoratori interessati. Chiediamo al Dipartimento Salute e ad Azienda Zero di effettuare le verifiche necessarie affinché chi lavora in regime di sanità convenzionata applichi i giusti contratti. Rivendichiamo, inoltre, anche la sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre a condizioni d'impiego giuste per i dipendenti". L'assenza di un quadro contrattuale aggiornato può compromettere la qualità dell'assistenza e la garanzia dei livelli essenziali di assistenza: le disparità di trattamento portano il personale ad abbandonare il settore e questo ha ricadute tangibili sulla tenuta di un servizio tanto essenziale all'interno della nostra regione. La battaglia sindacale continua su tutto il territorio nazionale, in attesa di risposte da parte delle istituzioni e delle associazioni datoriali interessate.


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