Sanità. Sapia (L’Alternativa C’è): "Il governo Draghi dimostra masochismo politico mantenendo in carica gli attuali commissari"

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Francesco Sapia
  07 ottobre 2021 10:22

«Il governo Draghi dimostra masochismo politico mantenendo in carica gli attuali commissari, che ancora latitano sulle questioni di bilancio, sulle necessarie assunzioni di personale, sulla programmazione anti-Covid».

Lo afferma, in una nota, il deputato di L’Alternativa C’è Francesco Sapia, che alla Camera siede in commissione Sanità. Sulle criticità del Servizio sanitario calabrese, ancora una volta il parlamentare ha interrogato i ministri della Salute e dell’Economia, cui ha chiesto «se sia stato approvato o meno, ed eventualmente perché, il Programma operativo di aggiornamento del Piano di rientro al fine di sbloccare i primi 60 milioni stanziati per la Calabria», trasmesso alla fine dello scorso luglio, e «quali iniziative di competenza intendano assumere, i ministri interrogati, per assicurare l’approvazione dei bilanci degli esercizi passati delle aziende del Ssr della Calabria, sistematicamente incerti e bocciati».

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Inoltre, secondo Sapia c’è l’urgenza che il governo Draghi intervenga destinando alla sanità calabrese le risorse aggiuntive previste dalla Costituzione, dal comma V dell’articolo 119, «perché i cittadini calabresi – evidenzia il deputato di L’Alternativa c’è – sborsano più soldi degli altri italiani e hanno una sanità da Quarto mondo, con i Lea a 125 e un’emigrazione per cure altrove da 320 milioni annui». Per questo, nella sua interrogazione Sapia ha chiesto «quali ostacoli impediscono che lo Stato, data la situazione sanitaria della Calabria, destini alla regione le risorse di cui al citato articolo della Costituzione al fine di rimuovere gli evidenti, continui e gravissimi squilibri economici e sociali relativi alla tutela del diritto alla salute dei residenti in Calabria». Il deputato Sapia intende «tempestare di atti parlamentari i ministri della Salute e dell’Economia, finché non verranno erogate le risorse aggiuntive costituzionalmente previste e fino a quando la sanità calabrese non avrà una nuova guida, dato il palese fallimento dell’attuale struttura commissariale».

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