Sanità, stabilito lo stipendio del commissario di Azienda Zero

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Determinato il compenso spettante a Giuseppe Profiti e la natura del rapporto giuridico (esclusivamente legato al Dca di nomina)

  17 dicembre 2022 16:10

Azienda zero, la creatura voluta da Roberto Occhiuto per migliorare la sanità calabrese e sostanzialmente 'commissariare' il dipartimento regionale Tutela della Salute, non è ancora entrata in funzione. Probabilmente dovrà attendersi l'anno prossimo e proprio questo ritardo è stata una delle ragioni 'esplicite' che hanno portato a giustificare l'ennesima proroga del Decreto Calabria. Eppure c'è da pagare il commissario, Giuseppe Profiti, che è stato uno degli attori protagonisti di numerose attività della sanità calabrese degli scorsi mesi. 

Profiti fu nominato a capo di Azienda Zero a fine maggio con decorrenza da inizio giugno. Un decreto firmato, nei giorni scorsi, dal dg del dipartimento Iole Fantozzi ha stabilito il suo compenso lordo - relativo al periodo giugno/dicembre - in poco meno di 83 mila euro. Al commissario di Azienda zero (da decreto di nomina) si corrisponde il 90% del compenso dei direttori generali. Quest'ultimo, a partire da agosto, è stato 'adeguato' al rialzo per i vertici delle Asp e delle aziende ospedaliere calabresi portandolo da 124 mila euro a 155 mila euro all'anno. Al pari degli altri commissari straordinari, Profiti ha quindi beneficiato del livellamento dello stipendio dei manager.  

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Altro aspetto interessante che emerge nel decreto del dipartimento riguarda la tipologia di incarico del commissario di Azienda Zero, poiché in molti facevano notare l'assenza di un vero e proprio contratto. A dipanare i dubbi viene citato un parere del segretario generale che recita testualmente: ’l'incarico del commissario straordinario è di natura strettamente pubblicistica (munus pubblicum) che non instaura un rapporto di lavoro, né autonomo, né tanto meno subordinato e non dà luogo a stabilità del rapporto, che cessa al mutare delle ragioni che ne hanno determinato l’insorgenza. Il compenso dovuto per l’incarico trova fonte ed è disciplinato - si legge ancora - dall’atto pubblicistico di conferimento dell’incarico. Nel caso di specie, quindi, la situazione giuridica soggettiva in capo al Prof. Profiti, trova la propria fonte nel predetto D.C.A. di nomina”.

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