




Il silenzio che continua ad avvolgere la condizione della sanità nella Valle dell’Esaro è ormai INSOSTENIBILE.
Ancora più grave è quello sul DEFINANZIAMENTO DA PARTE DELLA REGIONE CALABRIA DI 8.149.648,89 EURO destinati alla realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano.
Non si tratta di una semplice scelta amministrativa, ma di una decisione che rischia di compromettere il futuro dell’intero comprensorio.
Senza una SANITÀ TERRITORIALE EFFICIENTE, ACCESSIBILE E DI PROSSIMITÀ, i territori interni sono destinati a spopolarsi: le famiglie si trasferiscono, i giovani sono costretti ad andare via e gli anziani restano privi di servizi essenziali. Difendere la sanità significa difendere il diritto delle persone a continuare a vivere nella propria terra.
Nel frattempo, la situazione continua a peggiorare.
Dal 1° SETTEMBRE il laboratorio analisi dell’ex Pasteur resterà privo del proprio responsabile a seguito del pensionamento dell’attuale dirigente, senza che siano state rese note le soluzioni individuate per garantirne la continuità operativa. Già dal 1° GIUGNO è andato in pensione anche l’infermiere addetto ai prelievi e oggi il servizio è assicurato da una sola infermiera, con inevitabili disagi per i cittadini.
A questo si aggiunge un quadro ancora più preoccupante. Negli ultimi atti deliberativi dell’ASP di Cosenza non compare alcun riferimento alla CASA DI COMUNITÀ DI SAN MARCO ARGENTANO che, secondo la programmazione ufficiale, avrebbe dovuto essere operativa dal 1° LUGLIO 2026, con la prevista dotazione di personale medico, infermieristico e socio-sanitario. Fortissime preoccupazioni riguardano anche l’intero assetto della sanità territoriale programmata per la Valle dell’Esaro.
Oltre al DEFINANZIAMENTO DELLA CASA DELLA SALUTE DI SAN MARCO ARGENTANO, destano seri dubbi non solo il completamento delle opere strutturali, ma soprattutto la reale attivazione della CASA DI COMUNITÀ SPOKE DI SAN MARCO ARGENTANO, della CASA DI COMUNITÀ HUB DI ROGGIANO GRAVINA e dell’OSPEDALE DI COMUNITÀ DI SAN MARCO ARGENTANO.
A preoccupare è soprattutto l’assenza di certezze sulla DOTAZIONE DI PERSONALE MEDICO, INFERMIERISTICO E SOCIO-SANITARIO, nonché sulla disponibilità delle TECNOLOGIE E DELLE ATTREZZATURE SANITARIE NECESSARIE per garantire servizi realmente funzionanti ed efficaci. Su tutte queste strutture continuano a mancare INFORMAZIONI CHIARE, TEMPI CERTI E GARANZIE CONCRETE.
Il silenzio delle istituzioni regionali è ormai incomprensibile.
La Conferenza dei Sindaci, con nota del 27 GIUGNO SCORSO, ha formalmente chiesto alla Regione Calabria l’istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale per affrontare queste criticità e fare piena chiarezza sul futuro della sanità nella Valle dell’Esaro. A quella richiesta, tuttavia, NON È ANCORA ARRIVATA ALCUNA RISPOSTA.
Di fronte a questo scenario non è più possibile restare immobili. È necessario che tutte le istituzioni del territorio, i Comuni, le forze sociali e i rappresentanti istituzionali, a partire da San Marco Argentano, promuovano un’iniziativa AMPIA, FORTE E REALMENTE UNITARIA, capace di superare appartenenze, schieramenti e divisioni politiche. La difesa del diritto alla salute non può essere terreno di scontro: deve diventare una BATTAGLIA COMUNE DELL’INTERO TERRITORIO.
È indispensabile ottenere:
● il RIPRISTINO DELLE RISORSE SOTTRATTE ALLA CASA DELLA SALUTE DI SAN MARCO ARGENTANO;
● la PIENA ATTUAZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE GIÀ DELIBERATA;
● l’effettiva attivazione della CASA DI COMUNITÀ SPOKE DI SAN MARCO ARGENTANO, della CASA DI COMUNITÀ HUB DI ROGGIANO GRAVINA e dell’OSPEDALE DI COMUNITÀ DI SAN MARCO ARGENTANO;
● la garanzia delle DOTAZIONI DI PERSONALE, TECNOLOGIE E SERVIZI PREVISTE;
● il POTENZIAMENTO DELLA RETE SANITARIA TERRITORIALE.
Non è accettabile che decisioni approvate da anni vengano prima annunciate e poi SVUOTATE O CANCELLATE NEL SILENZIO GENERALE. La Valle dell’Esaro non può essere privata del DIRITTO ALLA SALUTE e, con esso, della possibilità di costruire il proprio futuro.
Chi ricopre responsabilità istituzionali ha il dovere di intervenire subito. Su questa battaglia non possono esistere bandiere di parte: serve la responsabilità di tutti, uniti, perché è in gioco IL FUTURO DI UN INTERO TERRITORIO".
Lo scrivono Giuseppe Terranova, Massimo Giovane, Enrico Tricanico e Antonio Bianchino, esponenti politici del territorio.
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