
di SONIA LIBICO
Sul fatto che l’ultimo festival di Sanremo targato Carlo Conti sia stato sottotono non vi è alcun dubbio. Sul fattoche la settantaseiesima edizione della kermesse canora più famosa e longeva d’Italia non abbia portato a “casa”neanche uno scandalo è sotto gli occhi di tutti. Ma una cosa questo Festival senza colpi di scena ha riportato in auge: LA FAMIGLIA. Famiglia ritrovata, famiglia riabbracciata, famiglia tributata. Ecco, in questo Carlo Conti è stato bravissimo. Perché ha raccontato o, per meglio dire, ha dato la libertà agli artisti in gara di raccontare un pezzo della loro vita. Di far pace con quel padre ingombrante, di ricordare la madre che non c’èpiù, di esprimere riconoscenza al proprio padre, di omaggiare la propria madre, di onorare la memoria della propria nonna. Ecco, di questa edizione del festival rimarrà proprio questo. Rimarranno gli occhi rossi di Gianni Morandi che, inaspettatamente, si è trovatol’invito di suo figlio, Tredici Pietro, a duettare sul palco dell’Ariston con “Vita”. Quell’abbraccio tra i due ha sugellato la pace. Sì la pace con se stesso di un figlio che ha sempre “combattuto” contro quel cognome ingombrante, che ha sempre voluto camminare da solo. Ma lì, su quel palco, nella serata delle cover ha voluto suo padre . Quello col cognome altisonante che lo ha fatto camminare solo . Ma poi, nella vita, tutto torna. Le battaglie si conducono con noi stessi e quando si vincono è pace fatta. Quegli sguardi, quei lacrimonitrattenuti negli occhi, quello stringersi le mani per poi lasciarsi andare in un lungo e vigoroso abbraccio hanno regalato emozioni pure. Ma hanno raccontato una storia. La storia di una famiglia, prima che la storia di due artisti.
Che dire di Serena Brancale. L’abito nero indossato per l’ultima serata del Festival era l’abito di sua madre. Le sue parole non solo cantate, ma interpretate, sentite, urlate e sussurrate alla sua mamma. E lì, al suo fianco, lasorella Nicole, direttore d’orchestra durante l’esibizionedi Serena. Le lacrime di quel direttore d’orchestra che incontra gli occhi di sua sorella sono da brividi .
Ed ancora Raf che si è esibito con la figlia-ballerinaBianca Riefoli, Sayf, legatissimo alla mamma Samia che ha portato sul palco.
E Camilla Ardenzi che ha interpretato “Eternità”,omaggio commosso a sua nonna Ornella Vanoni, scomparsa lo scorso 21 novembre. Ma anche lo stesso Carlo Conti in sala stampa ha parlato con la voce rotta dal pianto della mamma: “Sono stato cresciuto da una donna sola”. E Laura Pausini che è scesa in platea per dare un bacio a suo padre con il quale ha iniziato aesibirsi nei piano bar e per dirgli “Ti amo”.
Sanremo 2026 ha raccontato questo. Ha raccontato la semplicità che tanto ci manca. Ha raccontato quel dolore che attraversa tante famiglie. Ha raccontato delle riappacificazioni che fanno grande la famiglia. Ha raccontato delle perdite delle persone care che rimangono tatuate sulla pelle. Ha raccontato la “normalità” alla quale, ahimè, non siamo più abituati. Ha raccontato che siamo tutti uguali. Con sconfitte evittorie, delusioni e speranze. Ha raccontato che tutti gioiscono dopo aver sofferto. O che tutti soffrono dopo aver gioito. Ha raccontato che la FAMIGLIA c’è .Sempre. Anche quando vuoi allontanarla per un po’. Perché dell’abbraccio della tua famiglia ne hai sempre bisogno. Anche quando pensi di essere invincibile. E quando quell’abbraccio non lo potrai avere fisicamente lo cerchi disperatamente nei ricordi. E oggi, che siamo tutti con un cellulare in mano, questo ha fatto tanto bene. Perché lontano dai reel, dai post, dai social, dai riflettori… c’è la vita vera. Dove non ci sono artisti, non ci sono personaggi famosi, non ci sono cantanti, non ci sono conduttori, non ci sono vallette…Ci sono tante persone. Ognuna con la propria storia. Ognuna con lapropria famiglia.
Carlo Conti, però, un colpo di scena a questo festival di Sanremo lo ha regalato. Perché ha spiegato a tutti noiche abbiamo bisogno di normalità. Che ci affanniamoper poi ritornare sempre alle nostre radici. Da Carlo Conti a Laura Pausini, da Tredici Pietro a GianniMorandi , da Serena Brancale a Maria De Filippis, da Sayf a Samia, da Bianca Riefoli a Raf, da CamillaArdenzi a Ornella Vanoni. Perché tutti, ma proprio tutti, abbiamo bisogno dell’abbraccio di mamma e papà.Dell’abbraccio della FAMIGLIA. Sempre.
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