Santa Severina, ecco il primo museo di arte contemporanea nella provincia di Crotone

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  06 ottobre 2026 15:50

Con grande piacere il Comune di Santa Severina e la cooperativa Hera Ora annunciano l’apertura del MACSS, il primo e unico museo pubblico di arte contemporanea nella Provincia di Crotone.
La monumentale struttura appena ristrutturata è situata nel cuore del celebre borgo di Santa Severina, nei pressi del rinomato Castello, e si articola su due livelli con dieci sale espositive, un’ampia galleria e una splendida terrazza giardino affacciata sulla valle del Marchesato Crotonese con vista sul Mar Jonio.
Il MACSS intende divenire luogo di apertura a tutti i fenomeni dell’arte contemporanea, un luogo a disposizione di artisti e creativi, quotati ed emergenti, provenienti non solo dalla Calabria e dall’Italia ma anche da tutto il mondo. Un Museo a disposizione dello sviluppo di artisti emergenti e progetti internazionali.
Questo progetto artistico/museale punta a diventare un riferimento per l’arte contemporanea in grado di accogliere e dare voce e spazio a tutte le nuove frontiere artistiche locali ed internazionali. Un luogo di scambio e confronto culturale al servizio della comunità.
Il Museo d’Arte Contemporanea di Santa Severina desidera quindi formalizzare la propria presenza attiva e la propria centralità nel panorama culturale contemporaneo, ponendosi come motore di un’inedita rivoluzione estetica e socio-economica che connette Crotone e la Calabria direttamente al cuore dell’Europa.
Il Comune di Santa Severina, uno dei borghi più belli d’Italia, come proprietario del museo, e la cooperativa Hera Ora in qualità di società di gestione, insieme a Gaspare Da Brescia direttore artistico, si fanno promotori di una visione culturale e creativa come idea strategica del modello di sviluppo in perfetta sintonia con le direttive dell’Unione Europea per il 2050. L'obiettivo è generare un nuovo orientamento: una ridefinizione degli sguardi e delle geografie capace di trasformare il patrimonio storico in economia qualitativa e progresso sociale.
LA MOSTRA INAUGURALE (Invito a partecipare a tutti gli artisti calabresi)
Per la prima volta in un museo pubblico di arte contemporanea si intende organizzare una retrospettiva totale dedicata interamente all'arte calabrese, un vero censimento degli artisti del passato, i celebri, gli storicizzati, fino ai nuovi fenomeni emergenti.
MANIFESTO PER IL PROGETTO INAUGURALE – La Fabbrica delle Liquerizie
L’apertura del MACSS è prevista per il prossimo 19 dicembre 2026, con un evento inedito dedicato interamente all’arte calabrese, una retrospettiva che coinvolge i celebri artisti del passato con i nuovi talenti emergenti. Nonostante il Museo mira da subito a un coinvolgimento nel panorama internazionale delle arti, si è inteso territorializzare l’apertura con l’allestimento inaugurale per far emergere la prima funzione fondamentale che una struttura pubblica dedicata all’arte contemporanea deve avere: ovvero quella di valorizzare e sostenere il territorio in cui opera.
Il titolo dell’apertura è la Fabbrica delle Liquerizie. Perché?
Il Concept Intellettuale (Il Paradosso della Liquirizia)
• La Missione: Estrarre il contemporaneo dalla tradizione più profonda e “oscura” del territorio.
• Il Paradosso: La liquirizia, pianta simbolo della Calabria, è una radice che cresce sotto terra (legata al passato, all'estrazione, all'archeologia), ma il museo d'arte contemporanea guarda in avanti, verso la superficie e il futuro. Il manifesto celebra questo contrasto: l'arte contemporanea come estrazione di nuove forme da radici antichissime.
Il contemporaneo non cade dal cielo. Non è una moda che importiamo da altrove per colonizzare il nostro vuoto. Il contemporaneo è un'estrazione. È l'atto verticale di scavare dove tutti vedono solo abbandono, per tirare fuori ciò che è sempre stato lì.
La Calabria è una radice di liquirizia. Nera, amara, sotterranea. È sopravvissuta alle invasioni, allo spopolamento, al silenzio e alla negazione sistematica della creatività come valore vincente. Mentre in superficie la storia sembrava fermarsi o degradare, sotto terra la radice accumulava linfa. La liquirizia non si spezza: si intreccia, resiste al buio e conserva il sapore assoluto della terra. Il MACSS non nasce per decorare le pareti, ma per fare ciò che fa la radice: spaccare la pietra dall'interno per cercare la luce.
MANIFESTO
Rifiutiamo l'idea che l'arte contemporanea appartenga solo al futuro o a geografie lontane. Noi abitiamo l'Aion: il tempo profondo in cui ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà coincidono. Le nostre vecchie radici non sono un'ancora che ci trascina nel passato, ma il carburante del nostro presente. L'antico e l'avanguardia sono la stessa materia, solo con una forma diversa.
Fino ad oggi la bellezza è stata considerata un lusso o una nostalgia. Il MACSS inverte la rotta: l'arte contemporanea diventa il principio attivo, l'idea vincente che contrasta il degrado. Trasformiamo l'amarezza della terra in una visione lucida e tagliente.
Gli artisti di questa terra non nascono sui piedistalli: vanno cercati sotto terra, al buio, estratti come reperti archeologici, aspre verità che odorano di fango, di negazione e di resistenza. Il MACSS non è una teca di cristallo; è uno strumento di scavo. Scavare, scavare, scavare fino a trovare la linfa che il degrado non è riuscito a spegnere.
Abitiamo il paradosso descritto da Cassiodoro: «Qui l'aria è perspicua e la luce rasserena l'anima e rischiara la mente». La nostra non è l'oscurità del vuoto, ma quella della miniera. La radice nera della liquirizia lavora sottoterra per nutrire una mente che, in superficie, è pura geometria, pura luce, pura speculazione. Diamo accoglienza e spazio a questa luce che illumina l'intera umanità dall’arco dello Jonio.
Ci rivolgiamo a chi è rimasto e a chi è costretto a guardare altrove. Il MACSS rovescia la narrazione della rassegnazione: l'arte d'avanguardia diventa l'idea vincente, il principio attivo che contrasta la decadenza. Offriamo una mappa e una pala per scavare la propria identità e rivendicare la propria luce.