Sant'Anna hospital. Costanzo: "La difesa della clinica è una delle priorità della politica onesta"

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La consigliera comunale Manuela Costanzo (Obiettivo Comune)
  15 maggio 2021 15:29

"Molti di noi che abbiamo sottoscritto la mozione nell’ultimo Consiglio comunale, insieme a quanti fino ad oggi hanno difeso il diritto ad esistere del Sant’Anna Hospital dall’inusitata proporzione punitiva messa in atto dai commissari dell’Asp cittadina, saremo presenti davanti agli uffici di Via Cortese il prossimo 21 maggio. Essere presenti è un imperativo per tutta la politica onesta che si riconosce nel bisogno di salute che chiedono a gran voce i calabresi e, che non si può assolutamente mettere in subordine rispetto ad un progetto, peraltro incomprensibile, che vorrebbe in ipotesi ridurre le capacità di risposta nel settore della cardiochirurgia che la clinica Sant’Anna Hospital ha fino ad oggi garantito nel tessuto sanitario regionale. C’è in tutti noi e giustamente nelle tante professionalità fino ad oggi mortificate, la preoccupazione di una riduzione del budget assegnato e una diminuzione dei posti letto riconosciuti dal piano regionale sanitario, un qualcosa che resta e diventa una minaccia che si può evitare solo con la contrattualizzazione, senza ulteriori sorprese, della clinica Sant’Anna Hospital". 

Lo scrive il consigliere comunale Manuela Costanzo

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"Apprezziamo finalmente oggi lo sforzo che sembra diventare “comune” anche di quanti forse non avevano capito liberamente la bontà della proposta e della protesta che è stata portata avanti a difesa di un eccellenza. Siamo certi che sospendere la lotta di parte della politica e riconoscersi senza schieramenti in una tutela del diritto alla salute e di una richiesta legittima dei cittadini sia un dovere della politica onesta, ma soprattutto lontana da altri ambiti sospetti e discutibili. Forse se questa unità di contenuti e di azioni avesse attraversato le singole volontà prima, la conclusione positiva della vicenda Sant’Anna Hospital avrebbe avuto una tempistica diversa perché non avrebbe lasciato campo ad ipotetici smembramenti, quelli che non servono alla sanità regionale e che soprattutto non sono, quasi mai, sinonimo estemporaneo di qualità e di trasparenza amministrativa"

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