
La presentazione del nuovo movimento politico nato dopo lo strappo con la Lega si trasforma in un messaggio diretto al presidente della Regione Calabria.
22 maggio 2026 18:56di GUGLIELMO SCOPELLITI
“Se il presidente Occhiuto e i suoi amici di partito vogliono consegnare l’Italia in mano alla sinistra, che lo dicano subito”. Il battesimo calabrese di “Futuro Nazionale” si trasforma immediatamente in un ring politico e ridisegna i rapporti di forza all'interno della coalizione di governo. Rossano Sasso, braccio destro del generale Roberto Vannacci nel Mezzogiorno, lancia la sfida da Catanzaro e risponde a muso duro al governatore Roberto Occhiuto, reo di aver liquidato il nuovo movimento come una scommessa perdente.
La cornice è quella dell'Hotel Guglielmo, a ridosso dei giardini di San Leonardo. Qui, davanti a un pubblico di simpatizzanti e curiosi richiamati dalle sirene del nuovo corso nato dallo strappo con la Lega, si consuma una rottura psicologica pesante. Il pretesto arriva dalle recenti dichiarazioni del presidente Occhiuto rilasciate a Sky, dove il governatore aveva sostenuto che inseguire Vannacci significherebbe andare incontro alla sconfitta.
Sasso parte con un tono quasi conciliante. “Io ho stima del presidente Occhiuto, è un bravo amministratore” — taglia corto Sasso — “sul piano politico però forse gli sfugge che molti calabresi hanno già scelto da che parte stare”.
Poche parole per rivendicare uno spazio sovrano, un bacino di consensi che i promotori di Futuro Nazionale considerano ormai consolidato sul territorio. È un asse alternativo che mira a scardinare le vecchie liturgie dei partiti tradizionali. L'ex deputato leghista, già sottosegretario all'Istruzione nell'esecutivo guidato da Mario Draghi, alza la posta in gioco e sposta il baricentro della discussione sulla tenuta stessa dell'alleanza romana.
La sensazione è che la neonata creatura politica voglia pesarsi subito, forte di un elettorato che cerca sponde più radicali. Sasso evoca lo spettro di “amici di partito pronti a consegnare il Paese alla sinistra” e avverte che “senza i voti di Vannacci il centrodestra non vince”. È un avviso ai naviganti spedito direttamente a Forza Italia e ai partner di coalizione, un richiamo all'algebra elettorale prima ancora che alla sintonia programmatica.
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