
Il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo interviene nel dibattito interno all'organizzazione e respinge le ricostruzioni che parlano di una marginalizzazione del territorio crotonese
. «Il confronto interno in una grande organizzazione democratica come la Cgil non dovrebbe mai superare il confine del legittimo dibattito politico e organizzativo per sconfinare nella costruzione di narrazioni che finiscono per mettere in discussione il valore di un'intera comunità sindacale. Per questa ragione non posso condividere le ricostruzioni apparse in queste ore, che descrivono una presunta marginalizzazione del territorio crotonese da parte della Cgil Calabria e della Cgil Area Vasta».
È quanto afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese.
«È una rappresentazione che non corrisponde alla realtà e che rischia di produrre un danno ben più grande della polemica contingente, perché alimenta sfiducia verso centinaia di delegate e delegati, funzionarie e funzionari, pensionate e pensionati che ogni giorno garantiscono presenza, tutela e rappresentanza in un territorio difficile e strategico come quello di Crotone. La Cgil non cancella territori. Non li abbandona. Non li commissaria attraverso i giornali. La Cgil discute, decide e rinnova il proprio gruppo dirigente negli organismi democraticamente eletti, secondo regole condivise che valgono per tutti e che rappresentano uno dei pilastri della nostra autonomia», spiega Scalese.
«Chi conosce davvero la nostra organizzazione sa bene che i mandati hanno una durata, che il ricambio della classe dirigente è un elemento fisiologico della vita democratica e che nessuna scelta può essere letta come una contrapposizione tra territori o, peggio ancora, come un regolamento di conti personale. Nutro stima e rispetto nei confronti di Rino Scicchitano e Rossella Napolano, così come verso tutti i dirigenti che negli anni hanno rappresentato la Cgil a Crotone, guidando categorie importanti e assumendo responsabilità anche a livello regionale e di Area Vasta – rimarca Scalese –. Proprio per il ruolo che hanno ricoperto, però, credo sia giusto affermare un principio semplice: se oggi riteniamo che esistano criticità organizzative sulle quali riflettere, quelle criticità appartengono all'intera organizzazione. Nessuno può rivendicare esclusivamente i risultati positivi e considerarsi estraneo alle difficoltà. La responsabilità, nella Cgil, è sempre collettiva. Quello che invece respingo con forza è l'idea che la Cgil abbia allentato il proprio impegno nei confronti del territorio crotonese».
Secondo il segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, «i fatti raccontano altro. In questi anni la Camera del Lavoro di Crotone è stata pienamente protagonista dell'azione della Cgil Calabria e della Cgil Area Vasta. Le mobilitazioni regionali, le vertenze sul lavoro, le iniziative sulla sanità pubblica, la battaglia contro la precarietà, lo sciopero regionale del 12 dicembre, la campagna di raccolta firme, il lavoro quotidiano delle categorie, la crescita dei servizi e della rappresentanza sindacale dimostrano una presenza costante, concreta e riconosciuta dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai pensionati».
«Del resto, parlare oggi di un presunto disinteresse verso Crotone significa dimenticare che proprio da quel territorio, negli anni, la Cgil ha valorizzato dirigenti chiamati a ricoprire importanti responsabilità regionali e territoriali. È la dimostrazione più evidente che non è mai esistita alcuna logica di marginalizzazione, ma semmai un percorso di valorizzazione delle competenze e delle esperienze maturate nella Camera del Lavoro crotonese – sottolinea ancora Scalese –. Il dissenso è un valore. Lo è sempre stato nella storia della Cgil. Ma il dissenso dovrebbe rafforzare l'organizzazione, non offrire all'esterno l'immagine di una comunità divisa o distante dai propri territori. Oggi più che mai abbiamo bisogno di concentrare tutte le nostre energie sulle vere emergenze della Calabria: il lavoro povero, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la sanità pubblica, la desertificazione industriale, le disuguaglianze sociali, l'emigrazione giovanile. È su questo terreno che continueremo a misurarci».
«La Cgil Area Vasta continuerà a essere, insieme alla Camera del Lavoro di Crotone, un presidio di democrazia, di rappresentanza e di tutela, nel rispetto della propria storia, ma con lo sguardo rivolto al futuro – conclude Scalese –. Perché la nostra forza non risiede nelle polemiche, ma nella credibilità costruita ogni giorno accanto alle persone».
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