Scandalo Umg e Asp a Catanzaro: 6 prosciolti dal gup, 10 rinviati a giudizio (I NOMI)

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images Scandalo Umg e Asp a Catanzaro: 6 prosciolti dal gup, 10 rinviati a giudizio (I NOMI)
La Guardia di finanza davanti all'Umg

  02 marzo 2026 13:22

di STEFANIA PAPALEO

A qualcuno  è caduta l'accusa di truffa, ad altri quella di maltrattamenti di animali. Per 5 imputati è invece arrivato il non luogo a procedere per tutti i capi di imputazione. Ha tagliato oggi un prinmo traguardo l'inchiesta - nome in codice Grecale - sullo scandalo che, a gennaio dello scorso anno, ha travolto l'Asp e l'Umg di Catanzaro tra dipendenti e vertici. Il gup Gilda Danila Romano ha rinviato a giudizio per il prossimo 12 maggio 11 imputati, tra cui l'ex rettore dell'Umg Giovambattista De Sarro e il prof Ciro Indolfi, rinviando al 16 marzo  la posizione di Antonio Leo, 47 anni, residente a Catanzaro, che ha chiesto di patteggiare la pena, e quella dei 10 imputati che hanno scelto il rito abbreviato.

Al centro delle carte messe insieme dal sostituto procuratore Saverio Sapia, un collaudato sistema illecito che avrebbe visto la complicità di medici, vertici dell’Università Magna Graecia, dirigenti Asp, professori e ricercatori, orientato alla corruzione, al falso, alla truffa ai danni dello Stato, al maltrattamento e uccisione di animali, utilizzati come cavie negli stabulari dell’Ateneo Umg. Topi decapitati senza anestesia, lanciati contro il muro, soppressi senza rispettare procedure e protocolli, usati in spregio a ogni linea guida e norma sugli esperimenti di animali vivi.

Questa almeno la ricostruzione della pubblica accusa, che parla di esecuzione “pilotata” di visite ispettive svolte dall’A.S.P. presso i laboratori scientifici dell’Ateneo universitario catanzarese condizionandone i relativi esiti, assicurando in tal modo l’espletamento delle onerose attività progettuali autorizzate dal Ministero della Salute. L’analisi della documentazione, corroborata dagli ulteriori elementi di prova acquisiti, avrebbe consentito di delineare un rapporto di compartecipazione e di reciproci favoritismi sussistenti tra i preposti degli Enti pubblici in gioco (l’Asp di Catanzaro quale controllore e l’Università Magna Grecia quale ente controllato).

Le complesse investigazioni condotte dai finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Catanzaro, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno consentito di accertare, nella fase delle indagini preliminari - che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa - l’esistenza di un collaudato sistema illecito posto in essere mediante l’esecuzione “pilotata” di visite ispettive svolte dall’A.S.P. presso i laboratori scientifici dell’Ateneo universitario catanzarese condizionandone i relativi esiti, assicurando in tal modo l’espletamento delle onerose attività progettuali autorizzate dal Ministero della Salute.

L’analisi della documentazione, corroborata dagli ulteriori elementi di prova acquisiti, ha consentito di delineare un rapporto di compartecipazione e di reciproci favoritismi sussistenti tra i preposti degli Enti pubblici in gioco (l’A.S.P. di Catanzaro quale controllore e l’Università Magna Grecia quale ente controllato). Dalle investigazioni condotte sarebbe emerso, inoltre, che i vari responsabili di progetto di volta in volta nominati, hanno fatto ricorso ad ingenti fonti di finanziamenti pubblici -dell’ordine di circa 2 milioni di euro - utili alla copertura economica delle varie attività progettuali, costantemente garantite dall’ottenimento dell’attestazione di regolarità rilasciata “illecitamente” dai veterinari dell’A.S.P. preposti alle ispezioni, nonostante le precarie condizioni in cui versavano i laboratori. Il coinvolgimento dei dirigenti dell’A.S.P. da parte dell’organizzazione criminale si era reso necessario per la presenza nei laboratori scientifici di numerose criticità le quali, ove rilevate, avrebbero comportato l’immediata chiusura, con la conseguente perdita dei fondi erogati per lo svolgimento della ricerca e l’irrogazione di pesanti sanzioni amministrative.

I rapporti corruttivi tra alcuni indagati sarebbero emersi, tra l’altro, nell’ambito della redazione delle graduatorie finali afferenti a specifiche procedure concorsuali presso l’U.M.G., all’esito delle quali veniva dichiarata vincitrice la figlia di uno degli indagati, dirigente dell’A.S.P. di Catanzaro, nonché nel riconoscimento di cospicue somme di denaro - quale prezzo della corruzione - ad un veterinario dell’A.S.P. di Catanzaro, in virtù dei numerosi incarichi di docenza illecitamente ottenuti presso l’Ateneo universitario, in cambio del sistematico esito positivo delle visite ispettive dallo stesso svolte presso i laboratori scientifici dell’U.M.G.. Grazie alle attività svolte nei laboratori, invece, diversi docenti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro hanno potuto svolgere attività di ricerca con sperimentazione in vivo che costituisce - se ben espletata - un passaggio fondamentale per la validazione delle ipotesi scientifiche.

In realtà le attività sperimentali con animali vivi sarebbero state effettuate, in gran parte, attraverso la violazione delle basilari norme di igiene e benessere animale. Le indagini condotte, infine, hanno consentito di riscontrare l’esistenza di un allevamento abusivo di animali da laboratorio costantemente utilizzato dagli indagati per alimentare le attività di ricerca riscontrando, in taluni casi, ipotesi di maltrattamento degli animali coinvolti nei relativi progetti. Ciò con un duplice risvolto: da un lato cagionando l’uccisione immotivata di animali non autorizzata dal Ministero della Salute, dall’altro, falsando l’attendibilità delle ricerche espletate.

IMPUTATI PROSCIOLTI

Pierino Anastasio, 61 anni, residente a Borgia; (difeso dall'avvocato Arturo Bova)

Cristina Carresi, 40 anni, residente a Reggio Calabria; (difesa dall'avvocato Marco Gentile)

Velia Cassano, 34 anni, residente a Satriano; (avvocati Luca Procopio e Vincenzo Garzaniti)

Carmen De Caro, 38 anni, residente a Ercolano (avvocati Pietro Nardi e Francesco Melone)

Elzbieta Janda, 54 anni, residente a Settingiano; (avvocati Luca Procopio e Vincenzo Garzaniti)

Federica Scarano, 38 anni, residente a Guardavalle (avvocati Filippo Commiso e Francesco Belcastro)

IMPUTATI RINVIATI A GIUDIZIO

Domenico Britti, 61 anni, residente a Squillace; (prosciolto dal reato di maltrattamenti animali in concnorso)

Fabio Castagna, 57 anni, residente a Catanzaro; (prosciolto dall'accusa di truffa ai danni dello Stato)

Rita Citraro, 56 anni, residente a Borgia; 

Nicola Costa, 59 anni, residente a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio; 

Giovambattista De Sarro, 70 anni, residente a Messina; 

Ciro Indolfi, 71 anni, residente a Somma Vesuviana;

Giovanni Loprete, 41 anni, residente a Catanzaro; (prosciolo dall'accusa di maltrattamenti di animali)

Ernesto Palma, 63 anni, residente a Lamezia Terme; (prosciolo dall'accusa di falso)

Anselmo Poerio, 71 anni, residente a Montepaone; (prosciolo dall'accusa di false attestazioni al pm)

Giuseppe Viscomi, 67 anni, residente a Catanzaro

IMPUTATI CHE HANNO SCELTO IL RITO ABBREVIATO 

Giuseppe Caparello, 68 anni, residente a Sambiase;
Maria Caparello
, 40 anni, residente a Roma
Luciano Conforto, 61 anni, residente a Catanzaro
Luca Gallelli, 52 anni, residente a Catanzaro; 
Vincenzo Mollace
, 65 anni, residente a Bianco; 
Vincenzo Musolino
, 43 anni, residente a Casignana;  
Emilio Russo, 49 anni, residente a Catanzaro;  
Pierfrancesco Tassone, 62 anni, residente a Catanzaro
Daniele Torella, 51 anni, residente a Montepaone
Domenico Voci, 67 anni, residente a Catanzaro.

 


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