Scenari di trasmissione, rischio, Rt e incidenza: come cambiano i colori delle regioni

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  07 maggio 2021 22:37

Come si stabilisce il colore di una regione? Il Dpcm del 2 marzo 2021 (prorogato dai successivi decreti) prevede, a livello ‘normativo’, la combinazione di: a) scenario di trasmissione e b) classificazione complessiva del rischio (che si ricava con un algoritmo che associa la 'valutazione di impatto' e la 'valutazione di probabilità').

ZONA GIALLA -scenario di tipo 1 (che significa valore inferiore nell'intervallo di confidenza dell'Rt è sotto 1) con rischio basso e moderato oppure; -scenario di tipo 2 (che significa valore inferiore nell'intervallo di confidenza dell'Rt puntuale sopra 1 ma entro 1,25) con rischio basso.

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ZONA ARANCIONE -scenario di tipo 1 con rischio alto; -scenario di tipo 2 con rischio moderato, -scenario di tipo 3 (che significa valore inferiore nell'intervallo di confidenza sopra 1,25 ma inferiore a 1,5) con rischio basso

ZONA ROSSA -scenario di tipo 2 con rischio alto; - scenario di tipo 3 con rischio moderato e alto e -scenario di tipo 4 (che significa valore nell'intervallo di confidenza dell'Rt sopra 1,5) indipendentemente dalla classificazione del rischio. La zona rossa inoltre scatta in automatico anche quando c'è un'incidenza cumulativa settimanale per 100 mila abitanti uguale o superiore 250 casi.

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ZONA BIANCA- scenario di tipo 1 con rischio basso e, per tre settimane consecutive, un'incidenza settimanale di 50 casi per 100 mila abitanti. 

LA REGOLA DELLE DUE SETTIMANE E GLI SCATTI AUTOMATICI PER RT E INCIDENZA CUMULATIVA- Di regola per transitare da una fascia con più restrizioni ad un’altra con più libertà è necessario che la singola regione o provincia autonoma facciano registrare per due settimane consecutive valori compatibili alla zona a minor rischio. Il periodo si riduce ad una settimana se la restrizione delle misure è stata causata non dalla combinazione di scenario di trasmissione e classificazione del rischio, ma dal valore inferiore nell’intervallo di confidenza dell’Rt al di sopra rispetto alle soglie critiche o a causa dell’incidenza cumulativa per 100 mila abitanti.

IL RISCHIO CALCOLATO COME COMBINAZIONE DI VALUTAZIONE IMPATTO E PROBABILITA'- La classificazione complessiva del rischio tiene conto oltre agli indicatori sulla resilienza territoriale (in totale nel monitoraggio sono 21), dei livelli di a) valutazione di impatto e b) valutazione di probabilità. La prima tiene conto di due parametri: le percentuali di occupazione di posti letto di area medica e di terapia intensiva e di due criteri: i nuovi casi con più di 50 anni e i nuovi focolai in Rsa, case di riposo e ospedali. La seconda del trend sui nuovi casi (da flusso della Prociv) e sui focolai, dell'Rt (se superiore o inferiore a 1). Per entrambe le valutazioni si attribuiscono dai livelli, da basso a alta. A seconda delle combinazioni si stabilisce la classificazione complessiva del rischio.  

LA DIFFERENZA DEI FLUSSI DEI DATI- Da notare che l'Rt considerato è quello dei casi sintomatici a cinque giorni. Dunque non fa riferimento a tutti i casi positivi (e non vengono conteggiati nemmeno i casi 'importati'). Inoltre, esiste una differenza fra i flussi dell'Istituto Superiore di Sanità e quelli dei bollettini giornalieri della Protezione civile. 

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