"Schermi" all'Aranceto, Fdi: "Necessario denunciare, le parole di Fiorita stonano"

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  14 luglio 2023 13:45

"Siamo sinceramente felici rispetto al fatto che l’evento “Schermi” sia stato celebrato nel quartiere Aranceto e che lo stesso abbia coinvolto tanti cittadini. Lo diciamo perché sempre convinti del fatto che la cultura sia un’importante occasione, un motore capace di consentire uno sviluppo sociale delle persone e delle comunità. Tuttavia non possiamo nascondere le nostre perplessità rispetto all’antefatto che aveva pregiudicato nei giorni precedenti l’organizzazione dell’evento. Un antefatto che sicuramente va stigmatizzato con forza da tutti, cittadini, politica ed istituzioni. Per tali ragioni stonano, a nostro avviso, le parole pronunciate ieri sera dal sindaco Nicola Fiorita che ha pubblicamente fatto un appello ai presenti dicendo “Dimentichiamo perché siamo qui”.

Lo scrive in una nota il Coordinamento Cittadino FDI di Catanzaro. 

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"Dichiarazioni contraddittorie rispetto a quanto accaduto nei giorni e nelle ore precedenti quando si è fatto pubblicamente un appello alla cittadinanza finalizzato a mandare un messaggio di legalità nel quartiere Aranceto. Inoltre, alla luce dei fatti raccontati dagli organi di stampa riferiti alle “pressioni” ed alle minacce ricevute dagli organizzatori, auspichiamo sia stata effettuata formale denuncia presso le forze dell’ordine come fondamentale atto che sia da esempio per tutti.

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Le comunità sono tali perché si fondano sulla condivisione delle regole. La denuncia è un primo passo in tal senso. Noi siamo certi che quei quartieri sono abitati da una maggioranza di persone oneste da sostenere quotidianamente. A nostro avviso il sindaco non doveva limitarsi a promuovere la mobilitazione della Catanzaro “bene” nel quartiere Aranceto, ma avrebbe dovuto concretamente attivarsi per un maggior coinvolgimento dei cittadini onesti che in quel quartiere vivono tutti i giorni. Bussare alle loro porte e dare loro fiducia dimostrando di essere a loro fianco nella battaglia contro i soprusi e le prevaricazioni. Di essere al fianco di chi ha il coraggio di denunciare. Senza quei cittadini in piazza, la pur apprezzabile presenza di chi è arrivato per una sera dai quartieri del centro difficilmente lascerà un segno. I cittadini dell'Aranceto, questa mattina, si troveranno di fronte ai problemi di sempre, di fronte a piccoli e grandi soprusi, in un quartiere in cui le regole le detta la criminalità rom. In assenza di questo tutto rischia di essere derubricato ad un’operazione di marketing fine a se stessa.

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Nel riaffermare la forza della cultura e di tutte le iniziative pregevoli che intorno ad essa possono gravitare, ci sentiamo di dire che tutto questo non può bastare. Esistono quelle che potremmo definire le pre-condizioni finalizzate a contrastare il degrado e l’illegalità. Tali pre-condizioni sono costitute dalle politiche, dalla progettazione e dalla realizzazione di interventi nelle aree degradate a sud della città. Approcci di cui sono colmi i manuali di sociologia della devianza.

Ed a questo proposito viene naturale chiedere al sindaco cosa stia facendo l’amministrazione comunale in tal senso. Ci chiediamo se, nell’ambito della programmazione dei fondi del PNRR, siano previsti progetti capaci di tradursi in opere di riqualificazione e rigenerazione per le aree fragili del capoluogo di regione. Queste sono le prerogative assegnate ad un’amministrazione all’interno di una rete istituzionale con compiti ben definiti. 

La cultura della legalità si costruisce giorno per giorno. La cultura della legalità ha bisogno di esempi coraggiosi. La cultura della legalità si declina in azioni ed investimenti per il territorio che rimangono nel tempo e non si consumano come una candela in una sola notte.

La cultura della legalità è radicata nel ricordo e non nelle dimenticanze. La cultura della legalità è testimonianza quotidiana e non rimozione. Per questo noi continuiamo a ritenere si debba denunciare alle autorità competenti ogni forma di prevaricazione, di abuso e di prepotenza. Diversamente il rischio è che già da oggi all’Aranceto, così come negli altri quartieri fragili della città, saremo costretti ad assistere al “solito” film che, nostro malgrado, avrà il solito titolo. “Amara realtà”.

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