
Giornata di sciopero nazionale oggi per il personale degli istituti tecnici, con un presidio organizzato dalla Flc Cgil davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria, a Catanzaro. Nel corso della mobilitazione, i rappresentanti sindacali hanno consegnato un documento indirizzato al direttore generale dell’Usr Calabria per chiedere un intervento urgente sulla riforma dell’Istruzione tecnica, la cui applicazione è prevista dal prossimo anno scolastico.
Al centro della protesta ci sono le profonde criticità che, secondo la Flc Cgil, deriverebbero dalla rimodulazione dei quadri orari prevista dalla riforma. Il sindacato denuncia infatti una consistente riduzione delle ore di insegnamento disciplinare nel quinquennio, con un taglio complessivo di 561 ore suddivise tra primo biennio, secondo biennio e quinto anno. Una riduzione che, secondo la nota sindacale, rischia di impoverire l’offerta formativa e di snaturare il ruolo educativo degli istituti tecnici.
«Questa riforma – afferma Alfonso Marcuzzo, segretario della Flc Cgil Calabria – rischia di colpire duramente una regione già fragile come la Calabria. Ridurre ore di insegnamento significa ridurre opportunità formative per gli studenti e aprire nuovi scenari di precarietà e perdita di posti di lavoro per il personale scolastico».
La Flc Cgil sottolinea inoltre come la situazione calabrese presenti già condizioni particolarmente delicate, segnate da denatalità, spopolamento e dai processi di dimensionamento scolastico che negli ultimi anni hanno interessato numerosi istituti del territorio regionale.
Secondo il sindacato, l’applicazione della riforma potrebbe aggravare ulteriormente il quadro, determinando una riduzione dei posti di lavoro per il personale docente e Ata e aumentando il rischio di esuberi. Nella nota si evidenzia anche il timore che il nuovo sistema finisca per ampliare il divario territoriale tra le regioni economicamente più forti e quelle del Mezzogiorno, penalizzando ulteriormente gli studenti calabresi.
«La scuola in Calabria – aggiunge Marcuzzo – rappresenta spesso l’unico presidio dello Stato nei territori più difficili. Indebolirla significa aumentare disuguaglianze e marginalità sociali. Per questo chiediamo alla Regione e all’Ufficio scolastico regionale di farsi portavoce delle istanze del personale e delle comunità scolastiche calabresi».
Particolarmente duro anche il giudizio sul metodo seguito dal Ministero. «Non si può pensare di imporre una riforma così delicata senza un reale confronto con il mondo della scuola. Chiediamo il rinvio dell’applicazione e l’apertura immediata di un tavolo di confronto regionale per valutare concretamente l’impatto della riforma sul nostro territorio», conclude il segretario della Flc Cgil Calabria.
Nel documento consegnato all’Ufficio scolastico regionale vengono avanzate tre richieste precise: il rinvio dell’applicazione della riforma all’anno scolastico successivo per consentire una revisione dei quadri orari; la tutela degli organici scolastici per evitare tagli lineari al personale; e l’apertura di un tavolo di confronto regionale capace di analizzare l’impatto della riforma sulla rete scolastica calabrese.
La mobilitazione si rappresenta come l’ennesima occasione di pressione nei confronti del Governo e del Ministero dell’Istruzione, con la Flc Cgil che ribadisce la necessità di rivedere una riforma ritenuta dannosa soprattutto per i territori più fragili del Paese.
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