Sciopero dei tir, Coldiretti: "Danni incalcolabili tra scaffali vuoti, cibo buttato, spesa in aumento e alimenti per la zootecnia fermati"

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Danni incalcolabili dal campo alla tavola si registrano anche in Calabria. Coldiretti scrive ai Prefetti.

  24 febbraio 2022 12:36

"Con l’85% delle merci che viaggia sui strada lo sciopero dei Tir con i blocchi stradali sta provocando danni incalcolabili, dal campo alla tavola, con i prodotti deperibili come frutta, verdura, fiori fermi nei magazzini che marciscono e il rischio concreto di scaffali vuoti anche per la mancanza di forniture all’industria alimentare costretta a fermare gli impianti di lavorazione".

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla protesta degli autotrasportatori con diversi presidi anche in Calabria.

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"Una situazione che – sottolinea la Coldiretti - aggrava le già pesanti difficoltà della filiera agroalimentare costretta a far fronte a pesanti aumenti dei costi di produzione per le materie prime e l’energia  e la stessa la capacità di auto-approvvigionamento alimentare in un momento di grandi tensioni internazionali con accaparramenti, speculazioni e limiti alla circolazione delle merci, con la guerra in Ucraina che soffia sui prezzi di gas e carburanti che sono destinati ad aumentare. Un insieme di fattori – ribadisce Coldiretti – che farà lievitare il carrello della spesa. Dalle arance ai limoni e agli altri prodotti ortofrutticoli si rischia di dover buttare I prodotti salvati e coltivati nelle campagne ma il problema riguarda anche i lattiero caseari, spiega la Coldiretti. A preoccupare è anche l’impatto sulle esportazioni con i concorrenti stranieri pronti a prendere lo spazio del made in italy sugli scaffali di negozi e supermercati all’estero".

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“Occorre trovare una soluzione immediata per rimuovere i blocchi stradali e consentire la ripresa dei ritiri dei prodotti nei magazzini e la consegna ad industrie alimentari e distribuzione commerciale” afferma la Coldiretti nel sottolineare che per questo abbiamo scritto ai Prefetti calabresi perché, permanendo lo stato attuale,  la situazione è destinata ad incancrenirsi e a peggiorare“.

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