Sciopero generale, Carla Rotundo: "Anche a Catanzaro si è sentita la voce dei giovani"

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  30 ottobre 2026 15:25

Sciopero Generale, anche a Catanzaro si è sentita la voce dei giovani. Lo afferma Carla Rotundo esponente in prima linea del PD

di CARLA ROTUNDO

"Per settimane ci siamo chiesti quando anche Catanzaro avrebbe fatto sentire la propria voce. Mentre in tante città italiane i giovani tornavano a riempire le piazze, le scuole e gli spazi di confronto, mobilitandosi sui temi del carovita, del costo dei carburanti, del diritto alla casa, allo studio e alla sanità, nella nostra città sembrava prevalere un'attesa silenziosa.

Oggi no. Oggi quella voce si è fatta sentire.

Catanzaro c'è stata. Con numeri forse non da metropoli, ma con un entusiasmo, una partecipazione e un'energia che non hanno avuto nulla da invidiare a Torino, Roma o Milano.

I ragazzi sono scesi in piazza. Hanno scelto di esserci, di incontrarsi, di cantare, di ballare e di manifestare il proprio disagio e le proprie preoccupazioni per la situazione che vive oggi il Paese. Lo hanno fatto con la spontaneità e la vitalità di chi non vuole restare spettatore, ma sente il bisogno di prendere parte al dibattito sul proprio presente e, soprattutto, sul proprio futuro.

Chi era presente ha probabilmente provato una sensazione particolare: quella di ritrovare un modo di vivere la politica che sembrava appartenere ad altri tempi. Una politica fatta di partecipazione, di piazza, di confronto, di voci che si uniscono. Perché essere giovani significa anche rivendicare il diritto di non delegare ad altri le scelte che riguardano il proprio futuro.

Non conta soltanto quanti eravate. Conta il significato della vostra presenza, la voglia di esserci, di esprimervi e di far sentire la vostra voce. E oggi siete stati vivi, presenti, entusiasti e rumorosi al punto giusto!

La partecipazione di oggi è un segnale importante, una testimonianza di vitalità civile che merita ascolto, rispetto e attenzione. I ragazzi che cantano mentre protestano, che sorridono mentre rivendicano diritti, ci ricordano che l'impegno civile può nascere anche dalla gioia dello stare insieme.

Se questo è l'inizio, allora la città ha ricominciato a respirare.

Ma perché questo respiro si trasformi in un percorso duraturo di consapevolezza, c'è bisogno di tutti. C'è bisogno soprattutto del mondo della scuola e degli insegnanti, chiamati a svolgere un ruolo fondamentale: stare accanto ai propri studenti, ascoltarli, accompagnarli e sostenerli nel loro percorso di crescita. Non per indicare loro cosa pensare o quale posizione assumere, ma per aiutarli a comprendere la realtà, a sviluppare uno spirito critico e a maturare scelte consapevoli.

Perché il diritto alla vita, alla dignità, alla libertà, alla pace e a un futuro possibile non appartiene a una generazione soltanto. È un patrimonio di tutti e una responsabilità che tutti siamo chiamati a condividere.

Oggi i ragazzi hanno fatto sentire la loro voce. Adesso spetta a noi adulti dimostrare di essere capaci di ascoltarla."

 

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