Scontri Catanzaro-Cosenza, revocato daspo con obbligo di firma a un tifoso giallorosso

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Scontri Catanzaro-Cosenza, revocato daspo con obbligo di firma a un tifoso giallorosso


  12 maggio 2026 11:08

Il Tribunale di Cosenza ha revocato il Daspo con obbligo di firma nei confronti di Mario Smorfa, tifoso del Catanzaro coinvolto nell’inchiesta sui disordini avvenuti il 3 marzo 2024 in occasione del derby Cosenza-Catanzaro. La decisione è stata adottata dal giudice Francesca De Vuono con provvedimento del 4 maggio 2026.

Il Daspo era stato emesso dal Questore di Cosenza il 21 marzo 2024 e successivamente convalidato dal Gip due giorni dopo. Il provvedimento imponeva a Smorfa l’obbligo di presentazione presso la Questura di Catanzaro 15 minuti dopo l’inizio e 15 minuti dopo la fine di ogni partita del Catanzaro, sia in casa che in trasferta.

Alla base della richiesta di revoca vi era l’assoluzione pronunciata dal Tribunale di Cosenza il 17 ottobre 2025 nell’ambito del procedimento penale relativo agli scontri del derby. Sentenza divenuta irrevocabile il 18 marzo 2026. Anche il pubblico ministero aveva espresso parere favorevole all’accoglimento dell’istanza.

Nel provvedimento, il giudice richiama il principio secondo cui l’assoluzione in sede penale non comporta automaticamente la decadenza del Daspo, trattandosi di misura amministrativa fondata su una valutazione autonoma della pericolosità sociale. Tuttavia, nel caso specifico, le motivazioni della sentenza assolutoria hanno inciso direttamente sugli elementi posti alla base del provvedimento del Questore.

Secondo quanto evidenziato dal Tribunale, infatti, l’identificazione di Smorfa quale partecipante ai disordini armato di bastone era avvenuta attraverso l’analisi di immagini e filmati acquisiti dalla Digos e dai sistemi di videosorveglianza. Ma proprio la successiva valutazione dibattimentale del materiale video avrebbe escluso la possibilità di attribuire con certezza agli imputati le condotte contestate.

Nelle motivazioni della sentenza di assoluzione, richiamate dal giudice De Vuono, si legge che “l’analisi dei fotogrammi riversati in atti non consente di ascrivere agli odierni imputati le condotte di che trattasi” e che “dalla visione dei video e delle immagini non è dato individuare, nello specifico, gli autori materiali del reato”. Per quanto riguarda Smorfa, viene inoltre evidenziata “la sola presenza fisica sul luogo teatro dei fatti”, senza elementi idonei a dimostrare un concorso nelle violenze contestate.

Alla luce di tali valutazioni, il Tribunale ha ritenuto venute meno le condizioni che avevano giustificato l’adozione del Daspo con obbligo di firma, osservando inoltre che nel provvedimento del Questore non erano stati indicati ulteriori elementi autonomi in grado di sostenere un giudizio di pericolosità sociale nei confronti del tifoso catanzarese.

Per questo motivo il giudice ha accolto l’istanza di revoca, disponendo la cessazione immediata dell’obbligo di presentazione presso la Questura di Catanzaro.

 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.