Scontri post derby, Silipo: “La verità è quella che conta”

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  05 marzo 2024 08:41

“Abbiamo atteso un po prima di intervenire sulla questione degli incidenti post derby, e lo abbiamo fatto nella consapevolezza che la fretta o l'impeto di dire la nostra, ci avrebbe fatto fare qualche errore. Oggi, a mente più serena, e dopo aver raccolto tutte le possibili informazioni, sentiamo la necessità di dire la nostra.

Noi pensiamo che chi hai il potere dell'informazione, (perché di potere si tratta) lo debba utilizzare con grande senso di responsabilità, nella consapevolezza di quali potrebbero essere le conseguenza di quello che scrive. Ieri si sono lette una miriade di notizie che hanno prodotto un solo effetto. Il peggiore di tutti. Quello di allontanare ancor di più due città della stessa regione, accomunate dagli stessi problemi e dagli stessi disservizi. Abbiamo ascoltato audio di mamme che imprecavano contro i "bastardi catanzaresi" e contro la città di Catanzaro, invadendo il campo sociale che con il calcio non avrebbe nulla a che vedere. La domanda che facciamo a chi ieri ci ha informato su quanto accaduto, è: se l'effetto prodotto è questo, si è fatto un buon lavoro? si è stati professionalmente seri ed equilibrati? 

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E' assolutamente umano che anche i giornalisti siano tifosi della squadra della propria città, ma nello svolgere la propria professione dovrebbero abbandonare la fede calcistica e fare prevalere la loro professionalità. Che ieri, purtroppo è mancata in molti. A cominciare dalla sede regionale della RAI da sempre faziosa e a cui la nostra città non è stata mai particolarmente simpatica.

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Ci hanno pensato i social, si i tanto bistrattati social, a ripristinare la verità e a ricostruire la vera versione dei fatti. Che non esime nessuno dalle proprie responsabilità. Sia chi ha provocato, sia chi è caduto nella provocazione, ma anche chi avrebbe dovuto garantire ordine e sicurezza, e non è stato capace di farlo.

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E, il senso di responsabilità di cui parlavamo prima, non deve solo appartenere a chi ci informa. Anche chi scende in campo ha il dovere di non creare ulteriori tensioni in quelle frange più integraliste delle tifoserie che esistono ad ogni latitudine. E, a questo proposito, pensate che sia stato corretto il comportamento dei giocatori del Cosenza che a fine gara, hanno cercato di impedire (inutilmente) ai nostri giocatori di andare a condividere con la propria tifoseria la gioia della vittoria?

Non un cenno a tutto questo.

E vogliamo parlare del fatto che la dirigenza del Catanzaro è stata costretta a cambiare settore perché oggetto di insulti e di sputi, da parte non degli ultras cosentini ma dei cosiddetti VIP? A noi non risulta che all'andata la dirigenza del Cosenza sia stata costretta a cambiare settore per intemperanze dei sostenitori catanzaresi.

Ma questa è tutta un altra storia. 

E' un vero peccato che sia accaduto tutto ciò. Da ieri molti cosentini sono rientrati nella nostra città per lavoro, e molti studenti catanzaresi sono rientrati a Cosenza per studiare.

Morale della favola, abbiamo bisogno l'uno dell'altro, e non può essere una partita di calcio a fomentare odio tra due città che avrebbero bisogno di altro. Di molto altro”. 

Così Giuseppe Silipo, Coordinatore cittadino Associazione CalabriaOltre

 

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