Scuola, Capellupo: "Il Governo taglia quasi 7mila posti di lavoro colpendo giovani, famiglie e futuro"

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  04 novembre 2026 11:03

"In una fase internazionale drammatica, tra guerre, instabilità economica e aumento del costo della vita, il Governo Meloni sceglie di far pagare il conto proprio alla scuola pubblica, all'occupazione e alle famiglie. Quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale ATA dal 2027, che si aggiungono ai tagli già programmati, per arrivare a quasi 15mila posti cancellati in tre anni. Non sono soltanto numeri: sono opportunità di lavoro negate, soprattutto ai giovani, ai precari e a quanti vorrebbero costruire il proprio futuro professionale nella scuola. Mentre si chiedono sacrifici a famiglie e lavoratori, viene da domandarsi perché non si intervenga su altre voci di spesa e altre priorità, anziché colpire ancora una volta istruzione e servizi pubblici.
 
C'è poi una contraddizione evidente: questo è il Governo che, mentre riduce gli investimenti nella scuola, finisce per alimentare un clima di controllo sugli studenti che manifestano per il proprio futuro, come denunciato dalla stampa nella vicina Crotone ed in altre città. La scuola dovrebbe essere un luogo di formazione, confronto, libertà e partecipazione, non di sospetto e intimidazione.
 
Per il Mezzogiorno e per i Comuni il conto rischia di essere ancora più salato. Meno personale e meno risorse significano maggiori difficoltà nel garantire inclusione, assistenza agli alunni fragili, tempo pieno e servizi educativi. Gli enti locali, già in difficoltà, rischiano di dover fronteggiare bisogni crescenti con risorse sempre più insufficienti. A pagare saranno soprattutto le famiglie che non possono permettersi servizi privati e i territori che continuano a perdere giovani e competenze come già accade in campo sanitario. La denatalità dovrebbe essere una ragione per investire di più, sostenere le famiglie e migliorare la qualità dell'istruzione, non un pretesto per tagliare lavoro e opportunità.
 
Il Governo cambi strada. Il futuro dell'Italia non può essere la prima voce su cui fare economia e il Mezzogiorno non può continuare a pagare il prezzo più alto delle scelte nazionali".
Così in una nota il consigliere comunale Vincenzo Capellupo.

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