
C'è un numero che, più di ogni comunicato, racconta lo stato della scuola calabrese: quasi 1.900 posti di sostegno in organico regionale, a fronte di poco più di 25.700 posti comuni. Quasi un posto ogni cinque è dedicato all'inclusione degli alunni con disabilità. È il dato che la UIL Scuola Calabria porta al centro del confronto sulle immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/2027, un confronto che si consuma in queste settimane tra tavoli sindacali, decreti attesi e una macchina amministrativa che, come ogni anno, corre contro il tempo per essere pronta al suono della prima campanella.
Un contingente nazionale ancora fermo
A oggi il Ministero dell'Istruzione e del Merito non ha ancora comunicato il contingente nazionale autorizzato dal Ministero dell'Economia — il tetto di spesa che, ogni anno, decide quante delle cattedre vacanti diventeranno davvero assunzioni a tempo indeterminato. Fa eccezione la Religione Cattolica, per cui sono già stati assegnati 2.628 posti su base nazionale. Per tutto il resto — posto comune, sostegno, potenziamento — si attende ancora il via libera, mentre il cronoprogramma corre lo stesso: entro il 30 luglio le assegnazioni di sede sul posto comune, tra il 31 luglio e il 13 agosto quelle sul sostegno tramite le GPS di prima fascia, entro il 21 agosto la chiusura della fase interprovinciale. Un'attesa che si somma, di anno in anno, a un meccanismo che i sindacati definiscono ormai strutturale più che emergenziale.
La fotografia della Calabria: cinque province, un solo grande squilibrio
Il decreto sull'organico di diritto pubblicato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria lo scorso 7 maggio restituisce numeri che meritano una lettura attenta. Sui posti comuni, il totale regionale è di 25.764 unità, con Cosenza che da sola pesa per oltre un terzo (9.163 posti), seguita da Reggio Calabria (6.942), Catanzaro (4.782), Crotone (2.547) e Vibo Valentia (2.330).
Ma è sul sostegno che il dato colpisce di più: 4.538 posti netti regionali, ancora una volta concentrati soprattutto a Cosenza (1.509) e Reggio Calabria (1.318). Un rapporto di quasi un posto di sostegno ogni sei posti comuni — tra i più alti d'Italia
— che racconta un fabbisogno strutturale, non un'anomalia contingente.
I posti “invisibili”: quando mancano gli aspiranti
C'è poi un paradosso che rischia di passare inosservato ma che la UIL Scuola Calabria ha messo nero su bianco: in Calabria esistono 18 posti distribuiti su nove classi di concorso — tra cui educazione musicale, arte, disegno tecnico e alcune discipline tecnico-professionali — per i quali, semplicemente, non esistono aspiranti utilizzabili nelle graduatorie. Posti che esistono sulla carta ma che, senza un intervento, rischiano di restare scoperti per un intero anno scolastico.
A questo si aggiunge il caso delle classi di concorso per l'alfabetizzazione e l'italiano come lingua seconda (AM23 e AS23): 46 posti disponibili a fronte di appena 16 idonei complessivi individuati nelle procedure PNRR — un segnale che tocca da vicino l'inclusione linguistica degli studenti di origine straniera, sempre più presenti nelle scuole calabresi.
Sul fronte opposto, la Calabria registra 53 esuberi complessivi, concentrati soprattutto a Reggio Calabria (16) e Cosenza (14), quasi interamente su discipline di nicchia — strumenti musicali, laboratori tecnici, lingue meno diffuse come tedesco e albanese. Non un eccesso di organico, ma un disallineamento tra dove si trovano i docenti e dove servono davvero.
La voce della UIL Scuola Calabria
“I numeri che abbiamo messo sul tavolo non sono un esercizio statistico: sono la fotografia di una scuola calabrese che si regge, ogni anno, su un equilibrio fragilissimo”, ha dichiarato Luca Scrivano, Segretario Generale Regionale della UIL Scuola Calabria, al termine dell'incontro con l'Ufficio Scolastico Regionale. “Quasi 1.261 posti restano vacanti dopo la mobilità, e i contratti a tempo determinato che si rinnovano ogni anno dimostrano come il precariato nella scuola non sia più un'emergenza, ma un fenomeno strutturale, che richiede risposte altrettanto strutturali.”
Un'analisi condivisa anche dagli altri dirigenti sindacali regionali presenti al confronto, Giuseppe Carlino e Pasquale Grandinetti, secondo cui il tavolo regionale ha il compito di garantire trasparenza, tempestività e correttezza nella gestione dei dati che l'amministrazione ha già a disposizione — a partire dall'organico di diritto pubblicato lo scorso 7 maggio.
Le richieste sul tavolo
La UIL Scuola Calabria ha portato al tavolo richieste precise, tutte nell'ambito di quanto è di competenza regionale. Prima di tutto trasparenza sui criteri di riparto provinciale: ogni scostamento tra organico di diritto e contingente autorizzato dovrà essere motivato e comunicato preventivamente alle organizzazioni sindacali, non a operazioni ormai chiuse. Poi una gestione concertata degli esuberi, provincia per provincia, senza soluzioni imposte dall'alto — un punto sensibile soprattutto per Reggio Calabria e Cosenza, dove il fenomeno è più marcato.
Il sindacato ha chiesto inoltre un meccanismo dedicato per i posti privi di aspiranti, affinché nessuna cattedra realmente necessaria resti scoperta per assenza di procedure adeguate, e un impegno preciso sui tempi: che l'Ufficio Scolastico Regionale comunichi il contingente entro pochi giorni lavorativi dal via libera ministeriale, senza sommare ulteriori ritardi a quelli già accumulati a livello nazionale. Infine, la richiesta di un tavolo tecnico permanente, per monitorare insieme le criticità fino alla chiusura di tutte le operazioni.
Uno sguardo che va oltre i numeri
“Il nostro compito, a questo tavolo, è garantire che i numeri dell'organico calabrese si traducano in scelte trasparenti e verificabili”, ha aggiunto Scrivano. “La Calabria, con la sua incidenza record di sostegno e le sue cinque province così diverse tra loro per peso demografico e scolastico, non può permettersi ritardi o decisioni prese senza confronto.”
La UIL Scuola Calabria continuerà a seguire da vicino l'evoluzione della vicenda, ai tavoli tecnici con l'Amministrazione scolastica regionale, con l'obiettivo dichiarato di trasformare il maggior numero possibile di cattedre vacanti in assunzioni stabili — e non nell'ennesimo anno di supplenze.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797