di FRANCESCO IULIANO
“Rivisitazione delle modalità di esecuzione; dirigenti che non danno ai docenti indicazioni chiare; mancato coordinamento tra i docenti; mancato sblocco dei codici dei libri telematici”. Sono solo alcune delle difficoltà, a quanto pare, riscontrate dalla gran parte dei genitori degli alunni che si stanno confrontando con la “Didattica a distanza”, la nuova metodologia adottata dalla scuola italiana in tempi di Coronavirus. Una procedura che, a dirla tutta, non ha trovato la scuola italiana, e tutti quelli che la compongono, adeguatamente preparata ad affrontare questo particolare memento di emergenza.
Quella della Didattica a distanza (Dad), è stata una soluzione che ha trovato il sostegno ma anche la contrarietà di una parte del corpo docenti. A favore di questa nuova metodologia, si è schierata la Loredana Ravaglia, docente presso l’Istituto comprensivo statale “Mater Domini”.
"Didattica a distanza: si polemizza sul nulla, poiché la Didattica a Distanza, era ed è l’unica soluzione possibile! Quando si contesta qualcosa, bisogna proporre una soluzione alternativa. Diversamente si rischia di parlare del “ nulla”. Di fatto, si dimentica il fine della didattica a distanza che è, soprattutto, quello di non lasciare soli gli studenti!
Personalmente dico che ho raddoppiato le mie ore di lavoro. Capita spesso di rimanere sino alle 2 del mattino per creare materiale o correggere elaborati. Ma quando sento i miei alunni contenti ed i genitori soddisfatti, beh, allora posso dire che, forse , non sto sbagliando! A volte , la gente è strana, quando c’è una legge che non piace, sono subito pronti a contestare. Quando manca la legge, subito pronti a dire: “Ma non c’è la legge, quindi non lo faccio”.
Si è capito che ogni mezzo, ogni strumento messo a disposizione dei docenti, è solo per cercare di rendere fruibile la didattica a distanza? Poi, a renderla appetibile, devono pensarci i docenti.
Si contesta tutto, si contesta sempre, senza pensare alla situazione nuova, conseguenza di un’emergenza che le nostre menti non avrebbero mai nemmeno immaginato! Si continua a confrontare la didattica a distanza con quella in presenza, senza capire che sono inconfrontabili , poiché la prima nasce, come ho già detto, da un’emergenza che finora apparteneva solo ai film di fantascienza! Certo, non esiste un dettato normativo che ci obbliga a fare tutto questo, ma esistono le coscienze, esiste l’etica professionale. Facciamone buon uso!"
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