
Quanto subito dall'equipaggio della seconda missione di pace della Global Sumud Flotilla - che solo pochi giorni fa faceva tappa a Cetraro prima di fare rotta verso Gaza con un carico di aiuti e speranza - non ha nessuna logica o fondamento giuridico.
Oltre a viveri e medicinali portano coraggio, personale qualificato e strumenti utili per ricostruire una comunità autonoma, non colonizzata, che può rialzarsi con le proprie forze.
Nonostante ciò i volontari sono stati abbordati e arrestati da Israele in acque internazionali, vicino Creta, come se quella fosse zona loro.
Vogliamo il rilascio immediato di tutto l' equipaggio illegalmente trattenuto e la fine dell' impunità per chi non rispetta il diritto internazionale!
Chi intima alla flotilla di seguire i canali autorizzati dovrebbe rendersi conto che questo significherebbe consegnare gli aiuti a chi da tre anni li blocca senza alcun criterio, creando fame e malattie da usare come arma di guerra.
Le piazze italiane hanno già capito!
Le mobilitazioni di questi giorni dimostrano una sensibilità diffusa che non accetta più le dinamiche di forza e prevaricazione. Ignorare questo grido non è prudenza diplomatica, ma una colpevole sordità alle richieste di giustizia che attraversano il Paese.
Così Elisa Scutellà
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