Sei anni senza Quirino Ledda, il ricordo di Mario Vallone (Anpi): "Il suo ideale di bella politica rimane intatto"

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Quirino Ledda
  06 maggio 2021 09:32

di MARIO VALLONE*

Non sono tanti sei anni per affievolire il ricordo della scomparsa di un caro amico. Avviene tutt’altro, il tempo passa e la sua mancanza diviene ancora più insopportabile.

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In un periodo complicato, di smarrimento per le tante questioni provocate dalla pandemia avere accanto una persona – un compagno – come pretendeva di essere riconosciuto e chiamato sarebbe stato di grande aiuto. Si ripropone per noi dell’ANPI il dovere della Memoria, quell’impegno preso nel giorno dei suoi funerali a non dimenticarlo. Passano gli anni, il ricordo ha bisogno di buone motivazioni, non retoriche e nemmeno tristi.

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Cosa ci può dire ancora oggi la sua storia, la vicenda umana e politica di Quirino Ledda, l’esistenza di un uomo che, anche da un punto di vista morale ed etico, mantiene una grande attualità. Non ci ha lasciato lezioni ma un bell’esempio. Molti dei valori oggi sotto attacco, da riconquistare – solidarietà ed uguaglianza prima di tutto - in cui credeva lottando strenuamente per la loro attuazione, li possiamo inverare solo pensando a come Quirino ha vissuto. Da una parte sola, e non era quella del potere.

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Una vita di militante nella sinistra sempre, dal Partito comunista alla Cgil, partigiano per antonomasia, con una dedizione totale alle classi più disagiate. Una figura diventata negli ultimi anni quasi iconica, amata ed apprezzata in città e in tutta la regione. Un punto di riferimento per tantissimi giovani. Ancora oggi, andando in giro per la Calabria, quando il racconto prende la piega dell’amarcord il suo nome riappare naturalmente. Tante sono le persone pronte a raccontare un comizio, una lotta, un aneddoto, un incontro al Consiglio regionale.

Ci ha lasciati a pochi giorni dal 25 Aprile e del 1° Maggio, due ricorrenze a cui teneva particolarmente. Fortissimo il legame con la vicenda resistenziale; fortissimo il legame con la Festa dei lavoratori per lui, sindacalista nell’animo, che aveva passato una vita a difendere sin dal suo primo incarico i contadini poveri, le raccoglitrici di olive, oltre alle sue memorabili battaglie per il recupero delle terre incolte. Insomma una biografia che per quanto la si possa arricchire trova il suo epicentro nel legame indissolubile con la parte meno fortunata della società.

Uomo libero, come ha ripetuto sino agli ultimi giorni della sua vita, mai piegatosi alla violenza mafiosa, alla politica affaristica, al tornaconto personale. Un grande partigiano combattente disse tempo fa: «Non ci si può ribellare solo a vent'anni, ciò non conta nulla perché a vent'anni è naturale. Credo che lo spirito di rivolta un uomo se lo deve portare dietro tutta la vita». Parole giuste per il nostro Quirino Ledda.

La situazione sanitaria non ci consente di organizzare appuntamenti come gli anni passati - ricordarlo come avremmo voluto in questo sesto anniversario. Lo faremo appena possibile. Intanto il suo ideale di bella politica rimane intatto.

*presidente provinciale Anpi Catanzaro

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