
Unarma Calabria: "Il coraggio va riconosciuto, non soltanto applaudito"
12 ottobre 2026 12:03Ci sono momenti in cui pochi secondi possono segnare il confine tra la vita e la morte. Momenti nei quali non c'è tempo per riflettere, per attendere l'arrivo dei soccorsi o per chiedersi quali rischi si stiano correndo. Bisogna decidere. E bisogna farlo immediatamente.
È quanto accaduto a Sellia Marina, dove un'autovettura ribaltata, dalla quale fuoriusciva fumo, si è trasformata in una potenziale trappola mortale per un giovane di 26 anni rimasto all'interno dell'abitacolo.
Una situazione drammatica, aggravata dal timore che il veicolo potesse improvvisamente prendere fuoco, con conseguenze facilmente immaginabili per chi si trovava ancora al suo interno.
Tra le persone presenti c'era anche Alessio Penta, sottufficiale dei Carabinieri in servizio presso il NAS di Catanzaro, in quel momento libero dal servizio.
Penta avrebbe potuto limitarsi a richiedere l'intervento del 112, dei Vigili del Fuoco e delle ambulanze, attendendo l'arrivo dei soccorritori in condizioni di sicurezza.
Ma non è ciò che ha fatto.
Davanti a quella macchina fumante, con una vita umana in pericolo e il rischio che la situazione precipitasse da un momento all'altro, il militare ha deciso di intervenire personalmente.
Senza lasciarsi paralizzare dal pericolo, si è avvicinato al veicolo ed è riuscito a sfondare il parabrezza, aprendo un varco attraverso il quale ha tratto in salvo il giovane.
Un intervento compiuto sotto gli occhi delle persone presenti, testimoni di un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime anche per lo stesso soccorritore.
Non era comandato di servizio. Non stava eseguendo un ordine. Non aveva alcun obbligo di esporsi personalmente a un simile pericolo.
Eppure è intervenuto.
Perché ci sono uomini per i quali l'uniforme non rappresenta semplicemente un indumento da indossare durante l'orario di lavoro, ma un insieme di valori che continuano a vivere anche quando il servizio è terminato.
Il Segretario Generale Regionale del sindacato UNARMA Calabria, Fabio Riccio, dichiara:
«Quanto accaduto a Sellia Marina merita di essere raccontato, conosciuto e soprattutto ricordato. Troppo spesso si parla dei Carabinieri soltanto quando qualcosa non funziona, quando emerge una polemica o quando un episodio negativo conquista le prime pagine. Molto più raramente viene dato il giusto risalto a quei militari che, anche liberi dal servizio, continuano a mettere la sicurezza e la vita degli altri davanti alla propria.
Alessio Penta avrebbe potuto comportarsi come un qualsiasi cittadino, chiamare i soccorsi e attendere. Nessuno avrebbe avuto nulla da rimproverargli. Invece ha scelto di agire, avvicinandosi a un'autovettura dalla quale fuoriusciva fumo, senza poter sapere se da un momento all'altro si sarebbe sviluppato un incendio.
Ha sfondato un parabrezza e ha tirato fuori un essere umano. Dietro queste poche parole c'è un gesto di straordinario valore, perché quando una macchina fuma e una persona è intrappolata al suo interno non esistono certezze. Esiste soltanto il pericolo, e quel pericolo Alessio Penta ha deciso di affrontarlo».
Riccio continua:
«Chi conosce questo collega sa bene che non si tratta di un uomo alla ricerca di notorietà. Alessio Penta si è già distinto in diverse altre occasioni per interventi e operazioni nei quali ha dimostrato capacità, determinazione e un particolare spirito di servizio.
Ed è proprio questo l'aspetto sul quale vogliamo richiamare l'attenzione. Non siamo davanti a un gesto compiuto per caso, ma all'espressione di una mentalità, di una preparazione e di un senso del dovere che accompagnano quotidianamente tanti appartenenti all'Arma dei Carabinieri.
Questi sono i Carabinieri che vogliamo raccontare. Uomini che, terminato il turno, non smettono di sentirsi responsabili davanti a una situazione di emergenza. Uomini che non si voltano dall'altra parte quando qualcuno rischia la vita.
Naturalmente ogni intervento comporta rischi che devono essere valutati, ma non possiamo ignorare il valore di chi, in una situazione estrema, riesce ad agire con lucidità e determinazione.
Il salvataggio di un giovane di 26 anni non può essere considerato una semplice notizia di cronaca destinata a scomparire dopo qualche ora. Dietro quella vicenda c'è una famiglia che ha potuto riabbracciare una persona cara. E c'è un Carabiniere che, pur non essendo in servizio, ha scelto di non rimanere spettatore.
Non vogliamo che episodi come questo vengano ricordati soltanto attraverso qualche complimento, una stretta di mano o una fotografia. Il riconoscimento del merito è anche un messaggio rivolto a tutti gli altri militari: l'Istituzione vede, apprezza e valorizza chi si distingue concretamente».
Riccio prosegue:
«Desidero inoltre rivolgere un sincero apprezzamento e i complimenti di UNARMA Calabria anche all'equipaggio dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Sellia Marina, intervenuto sul posto per espletare i rilievi e tutte le incombenze di competenza.
È giusto riconoscere il valore del gesto compiuto dal collega Alessio Penta, ma è altrettanto doveroso rivolgere un pensiero ai militari che, quotidianamente, assicurano la presenza dell'Arma sul territorio, intervenendo nelle situazioni più disparate, spesso difficili e imprevedibili.
Il loro lavoro, talvolta lontano dai riflettori, rappresenta una componente essenziale di quella macchina operativa che garantisce sicurezza e assistenza ai cittadini.
Il coraggio di chi interviene per salvare una vita e la professionalità di chi assicura i successivi adempimenti sono due espressioni dello stesso spirito di servizio che contraddistingue l'Arma dei Carabinieri.
E da radiomobilista, con 35 anni di esperienza alle spalle, conosco personalmente cosa significhi operare sulle strade, di giorno e di notte, con qualsiasi condizione meteorologica, affrontando situazioni nelle quali non sempre è possibile prevedere ciò che ci si troverà davanti. Per questo il mio apprezzamento nei confronti dell'equipaggio intervenuto è ancora più sentito».
Riccio conclude:
«Per queste ragioni UNARMA Calabria rivolge un appello al Generale di Divisione Riccardo Sciuto, fino a poco tempo fa Comandante della Legione Carabinieri Calabria e oggi a Roma alla guida del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, dal quale dipendono i NAS.
Al Generale Sciuto, che conosce bene la realtà calabrese e il valore degli uomini che operano su questo territorio, chiediamo di valutare personalmente quanto accaduto e di considerare l'avvio delle procedure previste per un adeguato riconoscimento nei confronti del sottufficiale Alessio Penta.
Non intendiamo anticipare valutazioni che spettano esclusivamente alla competente scala gerarchica, ma riteniamo doveroso rappresentare pubblicamente un episodio che, per le circostanze nelle quali si è verificato e per il pericolo affrontato, merita particolare attenzione.
Il coraggio non deve diventare qualcosa di scontato. Non possiamo pretendere che i Carabinieri siano sempre pronti a rischiare la propria vita per gli altri e poi considerare questi gesti semplicemente parte della normalità.
Perché salvare una vita non è mai una cosa normale. E farlo mettendo in pericolo la propria rende quel gesto ancora più significativo.
Ad Alessio Penta va il nostro ringraziamento, non soltanto come organizzazione sindacale, ma come colleghi che conoscono il significato del servizio, del sacrificio e dell'appartenenza all'Arma.
Un ringraziamento che estendiamo ai colleghi dell'Aliquota Radiomobile di Sellia Marina, perché ogni intervento, anche quello che non finisce sulle pagine dei giornali, merita rispetto e considerazione.
Un Carabiniere può essere libero dal servizio, ma il suo senso del dovere non conosce orari.
E quando quel senso del dovere si trasforma in un gesto capace di salvare una vita, l'Istituzione ha il dovere morale di riconoscerne il valore.
Perché il coraggio merita rispetto. Ma soprattutto merita di non essere dimenticato».
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