Sellia Marina, il ciclone Harry devasta il Lido Faro Blu: “Qui sono nato e qui resterò”

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  24 gennaio 2026 12:55

di CATERINA MURACA

SELLIA MARINA (CZ) – Il ciclone Harry ha lasciato ferite profonde lungo le coste del Sud Italia. Tra i luoghi simbolo segnati dalla furia del mare c’è il Lido Faro Blu di Sellia Marina, storico stabilimento balneare che da oltre quarant’anni rappresenta un punto di riferimento per il turismo locale.

Le onde causate dal ciclone hanno distrutto circa il 50% della struttura. È la prima volta, in quattro decenni di attività, che il lido subisce danni così gravi.

Il Lido Faro Blu nasce grazie a “nonno Mimmo”, per poi passare al figlio Pasquale e successivamente alla terza generazione, con Domenico ed Ester Dragone oggi impegnati nella gestione. Un luogo che non è solo un’attività commerciale, ma una vera eredità affettiva e identitaria.

A raccontare quanto accaduto è Domenico Dragone, figlio del proprietario, visibilmente provato, che dice: "La botta emotiva è enorme, perché è quella che arriva prima di tutti, pensi al lavoro, fatica e sudore che c’è qua dentro, dei miei nonni, dei miei zii, di mio padre".

Il mare ha portato via attrezzature, gran parti della struttura, ma non lo spirito di una famiglia e di un’intera comunità.Nelle ore immediatamente successive al disastro, infatti, Sellia Marina ha risposto con una straordinaria gara di solidarietà.

"Tutta la comunità è stata straordinaria… i ragazzi della mia generazione e quella di mio padre si sono subito catapultati al locale per aiutarci… è stata una grande risposta del paese», racconta Domenico.

Un segnale forte di vicinanza, dunque, che va oltre i danni materiali, dimostrando quanto il lido sia parte integrante della vita del territorio.

Anche le istituzioni locali hanno manifestato la loro presenza sin dai primi momenti: "La vicinanza delle istituzioni c’è stata subito, visite di assessori, sindaco, per quanto riguarda aiuti non sappiamo ancora nulla…".

Resta ora da capire quali saranno i tempi e le modalità degli eventuali sostegni economici per consentire una ripartenza concreta.

Il legame di Domenico Dragone con il Faro Blu è totale e profondo: "Io sono nato qui il 5 luglio del ’91, durante una stagione estiva, qua sono e qui resterò".  Le sue parole raccontano più di qualsiasi dato la forza di un’attività che è casa, memoria e futuro.

Nonostante la devastazione, il messaggio finale è uno solo, rivolto a sé stessi e a chi guarda avanti: "Non buttarsi giù, dobbiamo essere forti… rimboccarsi le maniche e ricominciare".

Il Lido Faro Blu oggi è ferito, ma non sconfitto. La sua storia, come quella di Sellia Marina, continua a guardare al mare con rispetto, consapevolezza e determinazione.


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