Seminara, sorveglianza speciale ai 3 giovani condannati per violenza sessuale di gruppo su 2 minori

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  04 novembre 2026 10:27

Saranno gravati dalla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, i tre giovani che lo scorso anno il Tribunale di Palmi, con rito abbreviato, ha condannato insieme ad altri, a pene dai 5 ai 13 anni, nel processo che riguardava lo stupro di gruppo nei confronti di due ragazzine minorenni di Seminara e di Oppido Mamertina. Le violenze iniziate nel gennaio del 2022 per poi cessare a novembre del 2023, erano emerse nell’ambito dell’operazione denominata “Masnada” che aveva portato a diversi arresti.                                                                                                                                 

Il Tribunale-Sezione Misure di Prevenzione di Reggio Calabria, ha emesso tre decreti applicativi della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, di cui uno per anni tre e gli altri per anni due, valutando la pericolosità sociale degli interessati ed accogliendo le risultanze evidenziate nella proposta della misura di prevenzione formulata dalla Questura, sulla scorta degli accertamenti svolti dalla Divisione Polizia Anticrimine, che ha poi curato la notifica dei provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria.                                              

I provvedimenti emessi hanno carattere di novità perché l’Autorità Giudiziaria con una interpretazione estensiva ha inteso applicare la norma del codice antimafia, oltre che per i delitti di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, omicidio e lesioni aggravati e per i casi di deformazione permanente dell’aspetto della persona, anche per gli imputati e condannati per le ipotesi di reato di violenza sessuale di gruppo.    

Sono plurime le misure di prevenzione applicate in ambito relazionale ed affettivo, con l’intento di incrementare gli strumenti di tutela a favore di minori e donne vittime di reati di violenza di genere e domestica e con la previsione di prescrizioni finalizzate a prevenire il rischio di recidiva.

Attraverso la sorveglianza speciale, l’Autorità di pubblica sicurezza esercita un controllo sul soggetto in relazione a tutte le prescrizioni che l’Autorità giudiziaria gli ha imposto con il provvedimento, al fine di affievolire la pericolosità ed ostacolare il compimento di iniziative criminose. Quando la misura prevede anche l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale, si tratta della più afflittiva delle misure di prevenzione personali applicabili dall’Autorità giudiziaria, imposta nei casi in cui le altre misure di prevenzione non siano ritenute idonee alla tutela della sicurezza pubblica. La severità della misura è giustificata dal maggior livello di minaccia sociale attribuito al soggetto, da cui discende la necessità di adottare un’ulteriore limitazione della sua libertà e un più stringente controllo ad opera delle Forze di Polizia. Il destinatario, infatti, non può allontanarsi dal comune di residenza o di dimora.

La condanna ed i provvedimenti di prevenzione non sono passati in giudicato.

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