Sentenza Aterp Catanzaro: cade il "sistema" delle case popolari, tutti assolti in abbreviato

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  27 marzo 2026 11:07

Si è concluso questa mattina, davanti al Gup del Tribunale di Catanzaro, il processo nato dalla nota inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a Catanzaro. Il verdetto ha sancito il pieno proscioglimento per tutti i soggetti coinvolti che avevano scelto il rito alternativo, ribaltando le pesanti richieste di condanna formulate dalla Procura nelle precedenti udienze.

Nello specifico, la sentenza di assoluzione ha riguardato il consigliere comunale Sergio Costanzo, il dirigente dell'ufficio Patrimonio dell'Aterp Domenico Albino e gli inquilini Teresa Mancuso e Saverio Mensica. L'accusa, formulata dal procuratore aggiunto Giulia Pantano e dal magistrato Saverio Sapia, aveva chiesto 3 anni di reclusione per Costanzo e 2 anni per Albino, ipotizzando un ruolo centrale in quello che era stato ribattezzato come il "sistema Aterp".

L'inchiesta, scattata nel dicembre 2024 con diverse misure cautelari, mirava a smantellare un presunto meccanismo illecito finalizzato al "mercimonio" delle case popolari. Secondo l'ipotesi accusatoria originaria, alloggi pubblici sarebbero stati assegnati o regolarizzati al di fuori delle graduatorie ufficiali in cambio di favori o appoggio elettorale. Sergio Costanzo era stato indicato come il "raccordo" politico tra i cittadini e i funzionari dell'ente, mentre Domenico Albino era accusato di aver agevolato le pratiche amministrative irregolari.

Tuttavia, già nel corso delle fasi preliminari, l'impianto accusatorio aveva subito significativi ridimensionamenti: il Tribunale del Riesame aveva annullato le misure cautelari, ravvisando in molte condotte non un reato, bensì una lecita, seppur accesa, attività politica sul territorio a favore dei cittadini. La sentenza odierna conferma definitivamente questa lettura, stabilendo che le prove raccolte non sono state sufficienti a dimostrare l'esistenza di un'associazione a delinquere o di episodi di corruzione.

Con questa decisione, che segue il proscioglimento di altri 13 indagati avvenuto lo scorso febbraio, la maggior parte delle posizioni principali esce di scena con formula piena. Restano in piedi solo i procedimenti per i pochi imputati rinviati a giudizio con rito ordinario, ma il verdetto di oggi segna una svolta decisiva, restituendo onorabilità ai soggetti coinvolti e ridimensionando drasticamente la portata criminale inizialmente attribuita alla gestione dell'Aterp catanzarese.

Tra gli avvocati difensori, Piero Chiodo, Antonio Raffa, Anselmo Mancuso, Valerio Murgano, Francesco Severino, Gregorio Viscomi, Salvatore Staiano, Renzo Andricciola, Alice Piperissa, Gaspare Guarino,  Settimio Ioppoli, Lorenzo Guarino, Paolo Pitaro, Ernesto Ruggiero, Arturo Bova, Antonella Bagnato, Valerio Murgano, Mary Aiello, Giovanni Gemelli, Vincenzo Savaro,  Italo Reale, Francesco Luciano Vonella, Alessia Mazza, Armodio Migali.


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