Sergio Dragone: "Franco Nisticò, quella sera a Catanzaro con Jiri Pelikan"

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images Sergio Dragone: "Franco Nisticò, quella sera a Catanzaro con Jiri Pelikan"

  04 marzo 2022 08:57

di SERGIO DRAGONE

In tanti, in queste ore di dolore, hanno ricordato la figura dell’ingegnere Franco Nisticò, sottolineandone le straordinarie qualità umane, professionali e politiche. Nella mia mente si affollano tanti ricordi, altrettante tappe di un rapporto di amicizia forte e indissolubile che ci ha legati dalla fine degli anni Settanta ad oggi.

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Ricordi personali, certo, ma soprattutto ricordi politici perché per Franco la politica era vita, il socialismo non era una semplice militanza, era una missione, una religione laica. E’ stato sempre dalla stessa parte, con una ferrea coerenza che gli ho sempre invidiato.

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Franco se n’è andato nei giorni bui e tristi della guerra in Europa. Un sottile e amaro gioco del destino.

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Il mio ricordo più intenso di Franco è legato ad un’iniziativa politica che insieme organizzammo nel 1980 a Catanzaro. L’anno prima la Federazione socialista lo aveva inserito, come candidato “di bandiera”, nella lista per le elezioni europee. Un impegno che Franco aveva assolto con dedizione ed entusiasmo. Ricordo con commozione che girava per la città e anche nei Comuni limitrofi con il suo motorino, distribuendo il materiale elettorale. Ebbe un bel risultato, prendendo tanti voti dall’elettorato giovanile.

Volevamo dimostrare al partito che eravamo capaci di organizzare eventi importanti, su temi anche internazionali. Riuscimmo ad invitare a Catanzaro il mitico Jiri Pelikan, uno dei promotori della “primavera di Praga”, l’esule cecoslovacco che Bettino Craxi aveva candidato ed eletto al Parlamento europeo. Fu una giornata per noi memorabile, con una discussione bella e affascinante sulla sinistra italiana e sul ruolo di un PSI che polemizzava con il comunismo totalizzante dell’URSS.

Che emozione per noi cenare accanto a Pelikan, accompagnarlo poi alla stazione di Lamezia Terme dove lo attendeva il treno per Roma. L’ex direttore della televisione cecoslovacca, dotato di grande ironia, ci raccontò una serie infinita di aneddoti su quella grande stagione della storia europea conosciuta come la “primavera di Praga”, il suo rapporto con Dubcek, i carri armati sovietici, la normalizzazione del Paese. Quanta drammatica attualità.

Per Franco, lo dicevo prima, il socialismo era una ragione di vita, un segno distintivo della sua famiglia. Il padre socialista e storico collaboratore di Bruno Dominijanni, la moglie Caterina socialista, giovane militante di Pizzo e figlia a sua volta del segretario PSI della sezione di Pizzo Calabro.

Di Franco mi resta il sorriso, il ricordo della sua voce cadenzata, la sottile ironia, la sua ostinatezza a non cambiare idea politica, quelle ore trascorse davanti al mare di Pizzo Calabro che tanto amava.

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