



Sersale, Porta del Parco, Auditorium Fabrizio Dr Andrè si fa sul serio cultura ed a farla c’è Tommaso Le Pera. Nella sala un nutrito ed attento pubblico, sebbene il gran caldo che ancora ci accompagna anche nelle località montane, al tavolo siedono Carmine Capellupo, Sindaco, Francesco Mazza, editore e regista, Tommaso Le Pera, Serafina Pettinato Assessore Cultura e Gigliola Funaro, regista cortometraggio. Dopo i rituali brevi saluti istituzionali Francesco Mazza illustra “Euripide” la prima delle opere editoriali ispirate e dedicate al Teatro Greco. L’intero progetto prevede l’uscita di quattro libri che rappresentano l’ultimo pregevole lavoro di Le Pera e che per lui significa un suo antico desiderio che finalmente vede realizzato. Subito dopo è stato proiettato un cortometraggio realizzato a cura di Gigliola Funaro che racconta la vita di Le Pera sin dall’età di tredici anni e fino a tutt’oggi. Un’ora circa di filmato con molti racconti dello stesso Tommaso con riprese sia in unpanoramico spazio di Sersale che da una Sala della Fondazione Giorgio Albertazzi a Roma ed intervallati da aneddoti e racconti di alcuni registi teatrali del panorama italiano.
Ma chi è esattamente Tommaso Le Pera? E’ un artista a tutto tondo camuffato da fotografo di scena dei Teatri. E’ abile a mimetizzarsi così bene da non distrarre gli attori che, come se nulla fosse, procedono nella interpretazione dei loro personaggi. E lui, Tommaso, si muove di lato, si abbassa e poi si sposta a sinistra e poi a destra ed ogni volta scatta foto a raffica ma solo quando ha deciso che è il momento giusto.
Ognuna di quelle foto scattate in movimento non rappresentano un momento statico della Commedia ma ne colgono un attimo che ci proietta al passato prossimo o futuro immediato. Ovvero, le foto, non sono un fermo immagine ma sono tutte immagini in movimento ed è proprio questa la sensazione che si prova guardandole.
Tommaso non è, quindi, un fotografo ma è parte integrante del Cast di una Compagnia Teatrale. Prima legge il copione, poi passa in rassegna i costumi e studia i movimenti degli attori nelle prove, le luci di scena e poi parla con tutti (attori protagonisti e quelli con parti minori, con il regista, lo scenografo, trovarobe e chiunque abbia un compito). Insomma vuole conoscere tutto e tutti e poi assiste alla prova generale finale ed è lì che mette in azione il suo estro unico e prezioso che lo porta a fare di ogni Commedia una storia da raccontare al futuro affinché non venga mai dimenticata quella Commedia e quella Compagnia. In un unicum è far sì che nel futuro non venga dimenticato il Teatro. Tommaso Le Pera è un artista così modesto, nella sua immensa grandezza, da confondersi tra la gente cosiddetta normale perché la grandezza di un artista è proprio questa eterna umiltà e Tommaso ci riesce magnificamente e lo dimostra nelle piccole cose quotidiane. Quando torna in Calabria e cammina per le strade del suo Sersale che sorride a tutti e saluta tutti perché conosce tutti e tutti conoscono lui. Si concede anche qualche partita a carte, tipica sui marciapiedi di un paesello in uno spazio vicino ad un bar.
Stargli vicino significa vederlo in un continuo salutare amici e parenti e per tutti è “Masino”. Già, bisogna precisare, che a Sersale nessuno osa chiamarlo Tommaso perché per loro lui è semplicemente “Masino” ed ogni volta che si sente chiamare così è felice e sorridente come un bambino che ha appena ricevuto un regalo. Tommaso Le Pera è anche un patrimonio inestimabile per la Cultura non solo italiana ma nel mondo perché il suo archivio fotografico contiene foto di oltre 4.500 Commedie Teatrali ed è l’archivio fotografico più grande del mondo. Il film documentario termina con un Tommaso Le Pera felice e grato alla vita alla quale non si sente di chiedere nulla di più perché ritiene di avere avuto davvero tutto. Il lavoro, la stima e la notorietà, una nutrita famiglia che oltre alla moglie, sposata giovanissima, è composta da sei figli e 10 nipoti e la cosa straordinaria è che tutti trovano anche il tempo ed il modo di riunirsi in diverse occasioni durante l’anno e trascorrere giornate come un tempo.
Il segreto di tutto ciò è la grande umanità di quest’uomo e di questo artista che sono più di sessanta anni che dedica la maggior parte delle sue giornate alla fotografia che sin da ragazzo è stata una passione che non l’ha mai abbandonato e continua, ancora oggi, a lavorare tantissimo con quell’entusiasmo fanciullesco. Ed è proprio questa la sua virtù che lo fa sembrare eterno giovane.
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