Settingiano, la storia di Bilal: quando l’accoglienza diventa famiglia e progetto di vita

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images Settingiano, la storia di Bilal: quando l’accoglienza diventa famiglia e progetto di vita


  17 marzo 2026 17:12

di TERESA MENGANI

 Ci sono incontri che cambiano la vita. Incontri che non si misurano in giorni o mesi, ma in speranza e fiducia. La storia di Muhammed Bilal Ahmad è uno di questi incontri: un viaggio iniziato come un progetto di accoglienza e diventato un esempio luminoso di integrazione, di crescita personale e di comunità che sa guardare lontano.

Bilal ha quindici anni quando arriva a Settingiano, accolto nel centro SAI MSNA “Casa San Martino”, gestito dalla Fondazione Onlus “Città Solidale”. Ha alle spalle un percorso difficile, una lingua da imparare e un futuro ancora tutto da costruire. Ma fin dai primi giorni emerge una qualità rara: la voglia di costruire, di non fermarsi, di dare concretezza ai propri sogni.

L’équipe multidisciplinare del centro lo osserva, lo ascolta, lo guida, creando un progetto educativo su misura, che Bilal fa suo con sorprendente maturità. La scuola diventa il suo primo terreno di radicamento. Inserito all’Istituto Comprensivo di Tiriolo, affronta la terza media con determinazione, superando le difficoltà linguistiche grazie alla costanza nello studio e a una naturale capacità di relazionarsi. Non si limita a sopravvivere: Bilal cresce, conquista la licenza media e si integra nel gruppo classe, distinguendosi per educazione, rispetto e desiderio di appartenenza.

La scelta di proseguire gli studi all’Istituto Alberghiero di Soverato, indirizzo “Cucina”, nasce dall’ascolto attento delle sue inclinazioni e dalla volontà di acquisire competenze concrete. Oggi frequenta la terza classe con risultati scolastici in costante crescita. I docenti ne riconoscono il costante impegno, la serietà e la determinazione, qualità che gli permettono di affrontare un percorso impegnativo che unisce teoria e pratica.
Il vero cambiamento avviene in cucina.

Durante il tirocinio presso il ristorante-pizzeria “Mille Voglie” di Settingiano, Bilal dimostra attenzione, rapidità di apprendimento e un talento naturale per il lavoro di squadra. Qualità che catturano l’attenzione della famiglia Spinelli, proprietaria del locale. Quello che poteva rimanere un tirocinio si trasforma presto in un legame umano autentico. Il contratto di lavoro diventa simbolo di fiducia, ma soprattutto nasce un rapporto profondo. La famiglia Spinelli sceglie di guardare oltre il ruolo di datore di lavoro, riconoscendo in Bilal non solo un giovane competente, ma una persona da accompagnare, da includere, da sostenere. È qui che l’integrazione smette di essere un concetto astratto e prende la forma concreta della quotidianità condivisa.

Bilal entra nella vita della famiglia: partecipa a momenti di convivialità, ricorrenze, viaggi. È voluto con affetto nel viaggio a Roma per il compleanno del figlio Umberto e celebrato con gioia nel giorno del compimento della maggiore età. Piccoli gesti, ma dal valore enorme: accoglienza, cura, investimento nel futuro di un ragazzo come se fosse un figlio. La proposta di accoglierlo stabilmente in casa, a titolo gratuito, rappresenta il culmine di questa lungimiranza. Una scelta che nasce dall’affetto sincero, ma anche dalla consapevolezza che l’autonomia si costruisce sulla stabilità affettiva, sul sentirsi parte di qualcosa e sul non essere soli nel passaggio verso l’età adulta.

L’équipe del centro SAI MSNA “Casa San Martino” segue attentamente ogni passo, riscontrando in Bilal una scelta pienamente consapevole e matura. Oggi, la famiglia Spinelli è il suo porto sicuro: supporta il lavoro e lo studio senza mai sostituirsi a lui, trasformando impegno e responsabilità in strumenti di crescita.

Bilal concilia scuola e lavoro con equilibrio e dedizione. A partire da gennaio 2026, il contratto è stato trasformato in full-time, permettendo anche la conversione del permesso di soggiorno e consolidando ulteriormente il suo percorso di autonomia.

Questa storia va oltre un singolo caso: è la prova che un sistema di accoglienza funziona quando incontra persone capaci di guardare lontano, che l’integrazione diventa reale quando qualcuno apre la propria casa oltre al proprio luogo di lavoro. La famiglia Spinelli e il centro SAI MSNA “Casa San Martino” della Fondazione Onlus “Città Solidale” dimostrano che inclusione non è solo generosità, ma una responsabilità condivisa e una scommessa sul futuro della comunità.

E Bilal lo sa: la sua storia è solo all’inizio. Ogni giorno costruisce un futuro possibile, fatto di lavoro, studio, amicizia e affetto. Ogni giorno trasforma l’accoglienza in famiglia, e il progetto in vita.


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