Sfratti, Catanzaro in controtendenza: +82% dei provvedimenti nel 2025

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  15 ottobre 2026 09:22

Da 28 a 51 in un solo anno. È il dato dei provvedimenti di rilascio degli immobili ad uso abitativo emessi nella provincia di Catanzaro nel 2025, che segna un incremento dell’82,14% rispetto all’anno precedente. Un andamento in netto contrasto con quello nazionale, dove gli stessi provvedimenti sono diminuiti del 7,56%, attestandosi a 37.122. È quanto emerge dalle ultime statistiche pubblicate dall’Ufficio centrale di statistica del Ministero dell’Interno. Dei 51 provvedimenti emessi nella provincia, 44 appartengono alla categoria «morosità/altra causa» e 7 riguardano la finita locazione. Le richieste di esecuzione sono state 230, in lieve aumento rispetto alle 223 dell'anno precedente (+3,14%), mentre gli sfratti effettivamente eseguiti sono diminuiti da 93 a 82 (-11,83%).

Anche in Calabria i provvedimenti di rilascio risultano in crescita, passando da 172 a 181 (+5,23%). Le richieste di esecuzione aumentano da 464 a 519 (+11,85%), mentre gli sfratti eseguiti scendono da 328 a 214 (-34,76%). «I dati richiedono una lettura attenta – osserva Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria e Catanzaro –. I provvedimenti di rilascio, le richieste di esecuzione e gli sfratti effettivamente eseguiti rappresentano fasi differenti delle procedure e non vanno confusi. Ma dietro questi numeri esiste una questione fondamentale: il rispetto dei contratti e la tutela dei diritti dei proprietari».

Tuttavia, osserva il medesimo presidente, le difficoltà economiche degli inquilini non possono giustificare il mancato rispetto degli obblighi contrattuali né far ricadere sui proprietari le conseguenze della morosità: «Le situazioni di disagio meritano attenzione, ma non possono diventare il pretesto per sacrificare i diritti altrui. Chi concede in locazione un immobile ha diritto di ricevere il canone pattuito e, nei casi previsti dalla legge, di rientrarne in possesso senza ritardi ingiustificati. La solidarietà non si realizza imponendo a un cittadino di mantenere un altro a proprie spese. Trasformare il proprietario in un ammortizzatore sociale obbligatorio significa violare la libertà contrattuale e scoraggiare l'offerta di abitazioni».

Per Confedilizia, la certezza dei rapporti contrattuali rappresenta anche una condizione essenziale per rendere più accessibile il mercato abitativo. Tempi di rilascio incerti e difficoltà nel recupero degli immobili aumentano i rischi della locazione e possono scoraggiare i proprietari dal mettere le case a disposizione.

«La risposta alla domanda di abitazioni non consiste nell'indebolire la proprietà o nell'ostacolare l'esecuzione delle decisioni giudiziarie – conclude quindi Sandro Scoppa –. Occorre invece rimuovere i vincoli che scoraggiano le locazioni, ridurre la pressione fiscale e garantire regole affidabili. Più libertà per i proprietari significa maggiori possibilità di offerta, più concorrenza e, quindi, migliori condizioni anche per gli inquilini».