







L’ultimo incontro del percorso dedicato a “Catanzaro, dalla meraviglia di Gissing al tempo sospeso” affida a Mauro Francesco Minervino e al viaggio calabrese dello scrittore vittoriano una riflessione sul presente della città, tra memoria e interrogativi ancora aperti.
10 febbraio 2026 22:44di GUGLIELMO SCOPELLITI
Si chiude alla Libreria Coriolano il ciclo di incontri dedicato a “Catanzaro, dalla meraviglia di Gissing al tempo sospeso”, un percorso articolato in quattro appuntamenti che, dal 29 gennaio scorso ha riportato al centro del dibattito pubblico il rapporto tra memoria, identità culturale e prospettive future della città. L’ultimo incontro, ospitato negli spazi affacciati sul Corso Mazzini, affida la conclusione al libro Verso il mar Ionio – Un vittoriano al Sud di Mauro Francesco Minervino, richiamando i viaggi in Calabria e a Catanzaro di George Gissing; con la partecipazione dell’ex sindaco Marcello Furriolo, già ospite dell’appuntamento inaugurale del 29 gennaio; e la moderazione del giornalista Raffaele Nisticò.
Ad aprire la serata conclusiva è stato Francesco Mazza, editore e regista, anima della Libreria Coriolano, che ha tirato le somme del percorso guardando già oltre, prendendo spunto dalle idee lasciate dai cittadini nel raccoglitore allestito in libreria. Mazza ha parlato di un’esigenza di concretezza, ricordando come “gli appuntamenti sono stati nobili appigli per dare dignità ai discorsi sull’oggi e soprattutto sul domani di Catanzaro”, sottolineando che dal confronto erano emersi nodi precisi, “dalla mancanza di parcheggi all’isola pedonale, dal teatro Masciari al rapporto tra università e urbanità”, temi sui quali, ha aggiunto “elaboreremo proposte concrete da presentare alle autorità comunali”.
Il discorso su George Gissing è stato anticipato da un videomessaggio di Sergio Dragone, giornalista ed ex capo ufficio stampa del Comune, che ha osservato la città da lontano senza nascondere una certa inquietudine. Dragone ha parlato di “affanno culturale”, riconoscendo la presenza di manifestazioni e spettacoli in città, ma notando come “tutto sembri improvvisato, slegato, privo di una vera visione”, ricordando occasioni mancate e anniversari affrontati in ritardo, come quello dedicato a Mimmo Rotella.
Poi è stato Mauro Francesco Minervino a prendere la parola, riportando il pubblico all’origine di un incontro che per lui era prima di tutto personale. Ha raccontato l’incontro con Gissing da ragazzo, quasi per destino, e l’influenza decisiva che quella lettura ha avuto sulla sua vita, fino a tradursi in una tesi di dottorato e in un lavoro di ricerca durato vent’anni. “Questo libro mi ha cambiato la vita”, ha spiegato, parlando di un autore capace di “raccontare e svelare l’Italia e il Sud come mai nessuno ha fatto”. Minervino ha quindi ricostruito la figura di Gissing con una serie di dettagli capaci di restituire la complessità di un uomo fuori dal suo tempo: il talento precoce, la vittoria su Oscar Wilde in un importante concorso letterario, le contraddizioni di un’Inghilterra potente e insieme lacerata. Nel ricostruire la traittoria umana di Gissing, Minervino si è soffermato anche su una ferita mai rimarginata, quella relazione che a diciannove anni ne segnò il destino. L’amore per una giovane prostituta londinese, ha raccontato, lo condusse a un gesto disperato, il furto di denaro dagli armadietti dell’Owens College nel tentativo di offrirle una via di salvezza, episodio che gli costò l’espulsione e uno scandalo destinato a seguirlo per tutta la vita. Lei morì poco dopo, a soli ventisei anni, consumata dalle malattie e dall’alcol, e Gissing continuò a portarla con sé come presenza intima e costante, fino al viaggio in Calabria, quando a Catanzaro custodiva ancora in tasca una ciocca dei suoi capelli.
La Calabria viene descritta come una rivelazione di bellezza e autenticità, Gissing la preferiva ad una Londra ostile, una terra capace di offrire un’ospitalità che Minervino ha definito “patrimonio fragile”, che lentamente col tempo è andato eroso.
A chiudere gli interventi e questo ciclo di incontri di questa è stato Marcello Furriolo, ex sindaco di Catanzaro, che ha ringraziato Minervino per aver restituito, attraverso Gissing, uno sguardo capace di rileggere la storia della città senza nostalgia, ma con consapevolezza.
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