








Conclusa la terza edizione dell’evento che ha trasformato la dimora storica in una narrazione immersiva caratterizzata dai costumi dell’epoca e l’arrivo dei Magi
06 gennaio 2026 23:59di GUGLIELMO SCOPELLITI
Si è concluso nel tardo pomeriggio di oggi il secondo e ultimo giorno della 3ª edizione del Presepe vivente nella dimora settecentesca di Palazzo Grimaldi-Conidi. Il progetto, curato da Luxury Events di Daniela Canino insieme a Giuseppe Emilio Bruzzese, anima storica della Sartoria Stile d’Epoca con base a Reggio Calabria, ha proposto una lettura precisa: il presepe con una narrazione immersiva ambientata nel Settecento, aderente all’atmosfera di una grande dimora nobiliare.
Una scelta che ha trovato una scenografia naturale nel palazzo, appartenuto alla famiglia Grimaldi,il cui rappresentante Bernardino Grimaldi è stato Ministro dell'agricoltura, dell'industria e del commercio del Regno d'Italia nei Governi Depretis VI, Depretis VII e Depretis VIII, nonché Ministro delle finanze e del tesoro nel Governo Cairoli II nel 1879, Ministro delle finanze nel Governo Crispi I operato quale Ministro dell economia e delle finaze nonchè dell agricoltura del regno d'Italia per 11 anni consecutivi.
La proprietaria di Palazzo Grimaldi-Conidi, Claudia Conidi Ridola, ha raccontato il senso di un lavoro che prosegue da tre anni: “stiamo cercando di far rivivere questo palazzo storico”, ha spiegato, soffermandosi sul legame con la figura di Grimaldi, “qui ci sono tantissime cose che ricordano il ministro dell’economia e delle finanze Bernardino Grimaldi”.
L’attenzione si è poi spostata sull’impianto scelto per l’edizione appena conclusa, costruita attorno a un preciso riferimento temporale: il 1700. “Abbiamo un’ambientazione autentica, con abiti originali di epoca”, ha aggiunto.
Il percorso era sviluppato su due livelli: nelle antiche scuderie era presente il presepe napoletano, popolato da figure della tradizione partenopea: l’oste, il mercante e "a zimba"; e a chiudere l'immancabile Natività. Al piano superiore, aperto per la prima volta al pubblico, l’ambientazione e la narrazione erano più intime e raffinate. Sale della musica e del gioco, ambienti che un tempo erano riservati alla vita sociale aristocratica, con dame e personaggi in costume, tutti provenienti dalla collezione di Bruzzese.
All’ingresso, il cerimoniale delle grandi case nobiliari con il vescovo, le guardie e oggi, per il giorno dell’Epifania, l’arrivo dei Magi, che ha segnato il momento conclusivo del racconto e delle festività.
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