
di STEFANIA VALENTE
La sicurezza stradale lungo via dei Tulipani - via Ferdinandea, nel quartiere Siano di Catanzaro, merita oggi un'attenzione particolare e un intervento coordinato da parte del Comune e della Provincia di Catanzaro.
Il tratto compreso tra via dei Tulipani (nel punto di intersezione con via delle Rose) e via Ferdinandea (nel punto di intersezione con via Regina Madre), rappresenta un asse molto frequentato del quartiere, caratterizzato dalla presenza di abitazioni, scuole, attività commerciali, accessi laterali e da un significativo movimento pedonale. Una situazione che mal si concilia con velocità eccessive e che rende opportuno valutare misure efficaci di moderazione del traffico e tutela della collettività.
A rendere ancora più delicata la situazione c'è la presenza discontinua dei marciapiedi, che esistono soltanto in alcuni punti del tratto. E dove ci sono, in alcuni casi, risultano di fatto difficilmente utilizzabili a causa delle erbacce e della vegetazione spontanea che ne ostruiscono il passaggio. Il risultato è facilmente immaginabile: i pedoni sono costretti a camminare ai margini della carreggiata proprio mentre sulla stessa strada transitano veicoli a velocità sostenuta.
Tra i residenti cresce infatti, la preoccupazione, soprattutto per le velocità raggiunte da alcuni veicoli lungo questo tratto. Una situazione resa ancora più paradossale dalla segnaletica attualmente presente: nello stesso punto sono visibili cartelli di limitazione della velocità che indicano limiti massimi differenti, 30 e 50 km/h, con un'evidente sovrapposizione che genera confusione e che merita di essere verificata e corretta dagli enti competenti.
Al di là della necessità di rendere la segnaletica chiara e coerente, resta, comunque, un problema ancora più serio: i limiti vengono sistematicamente ignorati.
Troppi automobilisti percorrono tale tratto a velocità assolutamente incompatibili con un centro urbano frequentato da pedoni e sul quale si affacciano abitazioni e attività. Qualche novello pilota di Formula1, evidentemente convinto di trovarsi sul rettilineo dell'Autodromo di Monza anziché nel cuore di Siano, raggiunge velocità inaccettabili, mettendo a rischio non soltanto la propria sicurezza ma soprattutto quella degli altri.
È evidente che non si possa aspettare che accada qualcosa di grave prima di intervenire. Non si tratta, però, semplicemente di chiedere l'installazione di qualche dosso. La normativa vigente pone infatti limiti precisi all'utilizzo dei tradizionali dossi artificiali, in particolare sulle arterie che non possono essere considerate semplicemente strade residenziali e sugli itinerari interessati dal transito dei mezzi di soccorso. Proprio per questo occorre affrontare il problema con una progettazione seria, individuando gli strumenti consentiti dal Codice della strada.
Le possibilità esistono. Attraversamenti pedonali maggiormente protetti e illuminati, restringimenti ottici o fisici della carreggiata nei punti più delicati, isole salvagente ove gli spazi lo consentano, bande ottiche trasversali, segnalatori elettronici della velocità e una migliore organizzazione della segnaletica possono contribuire concretamente a indurre gli automobilisti a rallentare senza creare ostacoli incompatibili con il passaggio di autobus e mezzi di emergenza.
Merita inoltre di essere tecnicamente valutata la possibilità di realizzare, nei punti in cui le condizioni della strada lo consentano, un attraversamento pedonale rialzato correttamente progettato (speed table) distinto dal tradizionale dosso artificiale e inserito in un più complessivo intervento di moderazione della velocità.

Allo stesso modo riteniamo opportuno verificare con la Prefettura di Catanzaro se il tratto interessato presenti i requisiti previsti dalla normativa vigente per l'impiego di dispositivi di controllo elettronico della velocità e, qualora non sia già ricompreso tra quelli autorizzati, se sussistano le condizioni per avviare l'iter necessario.
Non chiediamo, quindi, una soluzione improvvisata né interventi che possano risultare incompatibili con la classificazione e la funzione della strada. Chiediamo esattamente il contrario: che Comune e Provincia mettano insieme le rispettive competenze e procedano a una verifica tecnica del tratto, rilevando velocità effettive, flussi di traffico, movimento pedonale, incidentalità e punti di maggiore criticità.
L’eventuale sovrapposizione di competenze in questo tratto di strada tra Comune e Provincia non può e non deve costituire motivo di immobilismo. Le istituzioni hanno tutti gli strumenti per confrontarsi e individuare una soluzione condivisa.
Non servono necessariamente i dossi per rallentare il traffico. Servono volontà, progettazione, manutenzione, controlli e l'utilizzo intelligente degli strumenti che la normativa già mette a disposizione.
La sicurezza viene prima ed è possibile e necessario intervenire.
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