





di IACOPO PARISI
Il richiamo delle proprie radici, l'entusiasmo di una sala gremita e una Calabria che si ritaglia sempre più spazio nel mondo del cinema. Cristiano Caccamo ha conquistato il pubblico del Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, protagonista della seconda serata di SMEET – Meeting del cinema nel Sud Mediterraneo. Un incontro, quello di sabato 24 ottobre, che ha intrecciato ricordi personali, esperienze professionali e nuove prospettive per il settore audiovisivo regionale, con l'attore impegnato proprio in questi mesi nelle riprese di una fiction ambientata in Calabria. A chiudere la serata, la proiezione di Malèna, il celebre film di Giuseppe Tornatore.
Per Caccamo, originario di Catanzaro, la partecipazione al festival ha rappresentato anche l'occasione per ritrovare la propria terra in un momento particolarmente significativo della sua carriera. L'attore è infatti impegnato nelle riprese di "Madre Terra – Il segreto delle origini", nuova fiction di Canale 5 diretta da Cinzia TH Torrini, che lo vede tra i protagonisti e che porterà sul piccolo schermo diverse località calabresi. Una produzione in sei puntate nella quale interpreta Antonio, un uomo legato al mondo del bergamotto, risorsa simbolo del territorio. "Ho avuto la fortuna di tornare qua, è il mio secondo film che faccio in Calabria. Questa volta abbiamo girato quasi tutta la regione, anche dalle mie parti, nella provincia di Reggio Calabria, a Taurianova. Era la prima volta che giravo lì e ho portato anche i miei familiari a vedere il set", ha raccontato.
Un'esperienza che assume un significato particolare proprio per il rapporto tra il cinema e la valorizzazione del territorio. Caccamo ha sottolineato le opportunità che le produzioni audiovisive possono rappresentare per la Calabria, richiamando anche un recente confronto con la Calabria Film Commission. "Mi hanno detto che ci sono già sei produzioni attive in questo periodo. Possiamo vedere quello che ha fatto la Puglia, che ha cambiato direzione. Mi auguro che succeda anche qui", ha spiegato, auspicando che la crescita del settore possa tradursi in nuove occasioni professionali e di sviluppo per la regione.
Il legame con le proprie origini, del resto, ha accompagnato anche il percorso personale dell'attore, che ha ricordato le relazioni costruite negli anni e mantenute nonostante la distanza. Tra queste, l'amicizia con Mauro Lamanna, tra i curatori di SMEET, conosciuto durante gli studi al Centro Sperimentale di Cinematografia. "Ci siamo conosciuti a scuola, ci siamo ritrovati e riconosciuti perché eravamo calabresi entrambi. Poi abbiamo continuato questa amicizia che abbiamo portato fino a oggi", ha raccontato. Proprio questa rete di rapporti ha contribuito a rendere possibile la sua partecipazione al festival, accolto con entusiasmo anche per la possibilità di ritrovarsi in un contesto che mette al centro il confronto diretto tra persone e professionisti del cinema.
Ma la seconda giornata di SMEET non è stata soltanto un'occasione per incontrare i protagonisti del grande e piccolo schermo. Nel corso della giornata, il festival ha proseguito il proprio programma formativo, con le masterclass del regista e sceneggiatore Carlo Sironi, dedicate alla scrittura cinematografica e al rapporto tra territorio e narrazione. Un percorso che si inserisce nell'obiettivo della manifestazione di offrire ai giovani autori strumenti e occasioni concrete di confronto con professionisti del settore.
Accanto al cinema, anche l'illustrazione ha trovato spazio all'interno del festival grazie al contributo di Giuseppe Talarico, in arte The Calabreser, autore di una serie di reinterpretazioni grafiche di celebri manifesti cinematografici. Un lavoro nato dall'idea di mettere in dialogo il linguaggio del cinema con quello dell'arte visiva, attraverso un riferimento particolare a Mimmo Rotella, al quale è dedicata la mostra attualmente ospitata negli spazi del San Giovanni. "È partito tutto da un semplice allestimento, approfittando del discorso sul cinema e della correlazione con Mimmo Rotella", ha spiegato Talarico. "L'idea è stata quella di riprendere i manifesti di alcuni film proiettati durante SMEET e di altri centrali nella cultura cinematografica del Mediterraneo, ricreandoli completamente. Siamo partiti proprio per dare una nuova vita al manifesto, come faceva Rotella, umilmente, senza voler entrare in competizione con il maestro".
Un lavoro nel quale emerge anche il rapporto profondo dell'artista con la propria terra, da sempre fonte di immagini, suggestioni e ispirazione. "Penso di essere fortunato a essere nato e cresciuto qui, perché ho assorbito tante energie e visto immagini che hanno costruito il mio immaginario, molto legato al territorio. Per quanto possa allontanarmi e provare a fare cose nel mondo, le radici sono molto forti e le ritrovo sempre", ha raccontato.
Tra l'entusiasmo del pubblico per Cristiano Caccamo, le attività formative e il dialogo tra cinema e arti visive, SMEET si avvia così alla sua giornata conclusiva. Domenica 25 ottobre sarà dedicata alla presentazione dei progetti cinematografici dei dodici giovani autori selezionati, che avranno l'opportunità di confrontarsi con quindici realtà produttive. In serata, spazio all'incontro con Matteo Paolillo, seguito dalla proiezione de Il postino, il film di Michael Radford con Massimo Troisi.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797