Somme dovute per la risoluzione appalto lavori dell’ex Gasometro a Catanzaro, il Comune "vince" in Cassazione

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Per la seconda volta la Corte di Cassazione ha accolto le ragioni del Comune di Catanzaro, difeso dall’avv. Giacomo Carbone

  23 aprile 2026 11:12

Per la seconda volta la Corte di Cassazione - ora con sentenza 9991 del 17 aprile 2026 - ha accolto le ragioni del Comune di Catanzaro, difeso dall’avv. Giacomo Carbone, in relazione alla quantificazione del corrispettivo che era dovuto per la risoluzione dell’appalto relativo ai lavori dell’ex Gasometro

Il Comune di Catanzaro aveva affidado  in appalto l’esecuzione dei lavori relativi alla “Ristrutturazione Area Gasometro di Cz Sala e sistemazione a Parco Pubblico della sottostante valletta”. Tuttavia l’appaltatrice in corso d’opera rilevava l’impossibilità di portare a termine le opere per l’esistenza di carenze progettuali originarie e proponeva domanda di arbitrato, avente ad oggetto risoluzione del contratto di appalto per colpa della committente.  Con Lodo Arbitrale n.52/2010, la Camera Arbitrale di Roma che dichiarava il contratto risolto per fatto del Comune di Catanzaro e lo  condannava al pagamento in favore della Società Edilbotro di euro 355.386,25 come corrispettivo dei lavori eseguiti calcolato a prezzo di mercato, nonché al pagamento di ulteriori 112.741,34 euro per maggiori oneri e danni sostenuti dalla impresa appaltatrice, oltre interessi e rivalutazione sui danni.

La pronuncia in prima battuta era stata  confermata dalla Corte di Appello di Roma. Tuttavia il Comune di Catanzaro nel 2016, con il patrocinio dell’avv. Giacomo Carbone, proponeva ricorso per cassazione che veniva accolto con sentenza di legittimità del 2021, che riteneva fondata l’impugnazione dell’ente comunale e rinviava in II grado per un nuovo giudizio. La Corte di Appello di Roma, si pronunciava nuovamente nel 2025, ritenendo che l’originario Lodo Arbitrale aveva errato nel liquidare il corrispettivo delle opere eseguite a prezzi di mercato anziché a quelli previsti in sede di appalto. Era una pronuncia innovativa che mutava il solco della maggioranza della giurisprudenza in materia. Pertanto la Corte di Appello di Roma dichiarava la nullità del lodo limitatamente al capo che aveva condannato il Comune di Catanzaro al pagamento, in favore della Impresa Edilbotro S.r.l., della somma di € 355.386,25 oltre interessi, a titolo di corrispettivo di tutti i lavori eseguiti ai prezzi di mercato. Avverso detta pronuncia, questa volta proponeva ricorso per cassazione  la Soc. Edilbotro chiedendo, stante il contrasto giurisprudenziale in materia, l’intervento delle Sezioni Unite.

 Ancora una volta il Comune si difendeva con il patrocinio dell’avv. Giacomo Carbone. Con la sentenza n. 9991/2026, la Suprema Corte di Cassazione ha posto finalmente la parola fine a questa lite infinita accogliendo la tesi difensiva sostenuta dall’avv. Giacomo Carbone e, con una pronuncia particolarmente motivata in diritto, ha confermato il principio secondo cui il Comune di Catanzaro doveva pagare le opere al prezzo pattuito e non di mercato, e quindi con notevole risparmio per le casse comunali.


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