Sonia Andresano in residenza artistica a Catanzaro: "L’opera nasce dall’incontro con il luogo"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Sonia Andresano in residenza artistica a Catanzaro: "L’opera nasce dall’incontro con il luogo"
Sonia Andresano - Foto di Luis do Rosario

  02 marzo 2026 13:27

di IACOPO PARISI

Una residenza d’artista, spesso, coincide con la produzione di un’opera. Nel caso di Sonia Andresano, invece, coincide prima di tutto con un’esperienza. Invitata a Catanzaro per il progetto Catanzaro Contemporanea 2.0, promosso dell’associazione Visionaria, l’artista ha sospeso l’idea di progettare e ha iniziato a farsi trasportare.
"Molti arrivano con un lavoro già pensato — racconta — io faccio il contrario: prima vivo il posto e poi capisco cosa quell’aria mi ha detto".
La residenza, più che uno spazio di lavoro, diventa quindi uno strumento di ricerca. Non si tratta di adattare un progetto al luogo, ma di lasciare che il luogo produca il progetto.

Nata a Salerno nel 1983 e attiva da anni a Roma, Sonia Andresano sviluppa una pratica che attraversa scultura, performance e video, muovendosi attorno ai temi di identità, movimento e adattamento. Il suo lavoro, spesso legato all’esperienza personale, indaga il rapporto tra corpo, spazio e percezione quotidiana.

0697f365-f73d-4c3b-898e-59e3fcbc068d_3f0f0086-0f90-48f0-a7e5-ab37fd23f857.webp

L’accoglienza e il tempo della città

A colpirla, nei primi giorni, non è stata una forma architettonica precisa ma un’atmosfera relazionale. L’artista insiste sul tema dell’accoglienza: piccoli gesti quotidiani, disponibilità spontanee, attenzione non mediata dalla fretta ma dal concetto di “vita lenta”. Ad accompagnarla nell'esplorazione del centro storico sono stati Matteo Sainato, direttore artistico del Mudiac - Museo Diffuso d'Arte Contemporanea a Catanzaro - insieme al curatore d'arte Claudio Libero Pisano con cui ha scelto di muoversi soprattutto nelle parti più antiche e meno rinnovate della città, quelle in cui a suo dire il tempo resta visibile.
Racconta un episodio semplice: un’auto ferma per alcuni minuti in una strada stretta, senza tensioni né nervosismi. In una grande città sarebbe un conflitto immediato; qui diventa parte della normalità. Questo rallentamento è per l'artista un dato estetico prima ancora che sociale, perché modifica lo sguardo. "L’opera — sostiene — non può nascere ignorando il modo in cui le persone abitano il tempo". Per questo cerca di evitare interventi percepiti come estranei: “Non voglio rischiare di fare qualcosa che chi vive qui non riconosca”.

Nomadismo e autobiografia

Il suo lavoro viene spesso definito autobiografico, ma Andresano ne dà una lettura diversa: autobiografia non come racconto privato, ma come esperienza realmente vissuta e quindi condivisibile.
La centralità del tema nasce anche dalla sua storia personale, segnata da continui cambi di casa. Il nomadismo diventa una condizione mentale: adattamento, osservazione ravvicinata, attenzione al dettaglio.
Da qui deriva una coerenza che attraversa media differenti — scultura, video, performance — senza diventare ripetizione formale. I linguaggi cambiano per non cristallizzare l’opera, mentre i nuclei restano.

Il “between”: raccontare il tentativo

Questo principio diventa esplicito in due lavori apparentemente lontani.
In uno, una verticalista prova a mantenere l’equilibrio su un divano abbandonato in un teatro vuoto: la superficie instabile rende impossibile un assetto definitivo. L’interesse non è la riuscita ma la tensione del corpo che tenta continuamente.
In un altro, una telecamera montata su un robot aspirapolvere registra lo spazio urtando ostinatamente contro gli ostacoli prima di cambiare direzione.
Due immagini diverse raccontano la stessa condizione: perseverare nell’incertezza.
Il soggetto dell’opera non è né l’inizio né la conclusione, ma la fase intermedia — il between.

 

e280f408-4036-4f5f-be14-9773d9efa0ad_60145526-c6bb-41e1-95c0-9b84730d8ca0.webp

Progettare nello spazio pubblico

La residenza prevede la realizzazione di un intervento esterno, e qui la riflessione incontra vincoli concreti: durata, sicurezza, materiali, percezione urbana. L’artista sottolinea come il materiale possa modificare radicalmente il significato di un lavoro.
Tra le suggestioni raccolte non può che emergere il vento, presenza costante della città. Non come simbolo imposto, ma come caratteristica già esistente da rendere visibile. Ed è anche questo il senso della residenza: dare valore a ciò che già caratterizza il luogo.
L’opera pubblica comporta anche un cambio di proprietà: una volta installata, non appartiene più all’autore. "Lo sguardo degli altri non lo puoi guidare", osserva, e proprio questa impossibilità diventa parte integrante del lavoro.

Arte contemporanea e processi sociali

Alla domanda se l’arte contemporanea resti un dispositivo autoreferenziale o possa attivare processi sociali, Andresano risponde senza semplificazioni: "Succedono entrambe le cose, dipende dall’artista".
Per lei l’arte diventa realmente efficace quando produce una riflessione condivisa. "Può essere uno strumento potentissimo perché attiva un pensiero". 

Non cambia direttamente la realtà, ma ne evidenzia aspetti, sentimenti e momenti, permettendo alla società di riconoscersi attraverso lo sguardo dell’artista. Quando questo accade l’opera smette di essere solo rappresentazione: diventa uno spazio in cui il pubblico si rispecchia e rielabora la propria esperienza. È in questo passaggio — dalla visione individuale alla percezione collettiva — che l’arte supera la dimensione simbolica e acquisisce una funzione concreta.

 

A Catanzaro il progetto non è ancora un oggetto da toccare con mano ma un processo da immaginare. Se e quando l’opera verrà installata, non chiuderà il processo ma lo esporrà allo sguardo della città, alle sue interpretazioni, alla possibilità di essere riconosciuta oppure respinta. Ed è in quel passaggio, più che nella forma finale, che per Andresano il lavoro trova davvero il suo senso.

 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.