Sordofobia culturale in Calabria, Iacovino: "L’ABA ignora le persone con problemi uditivi"

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  16 marzo 2026 11:22

di LUCA IACOVINO*  
 
L’Accademia di Belle Arti ignora le persone con problemi uditivi. Preoccupante il silenzio delle
istituzioni culturali.  In Calabria si continua a parlare di “nuove visioni”, “internazionalizzazione” e “territorio che si apre al mondo”. Tuttavia, dietro la facciata di modernità e innovazione, persiste una forma di sordofobia culturale che esclude e marginalizza migliaia di cittadini con problemi uditivi.
L’ultimo episodio riguarda il Performing Fest dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, un evento di
altissimo profilo che ha ospitato artisti internazionali e culminato nella prestigiosa lectio magistralis
del maestro cileno Alfredo Jaar. Un festival che ha parlato di libertà, diritti, geopolitica, censura, umanità. Un festival che ha portato a Catanzaro ciò che solitamente si vede a New York, Berlino, Londra, Parigi.
 
Eppure, proprio in un contesto che celebra la libertà artistica e la riflessione critica, non è stata
garantita alcuna forma di accessibilità alle persone con disabilità uditiva. Nessun sottotitolo.
Nessun servizio di supporto. Nessuna risposta alle richieste inviate. Nessuna attenzione.
Un silenzio che pesa più di qualsiasi parola. Il paradosso dell’arte che parla di libertà ma esclude i sordi Durante la lectio magistralis, Jaar ha ricordato che: Ma quale libertà può esistere se una parte della cittadinanza viene sistematicamente esclusa? Quale riflessione critica può nascere se non si garantisce nemmeno il diritto di comprendere ciò che viene detto? L’arte dovrebbe “far vedere ciò che gli altri non vedono”. Qui, invece, si è scelto deliberatamente di non vedere chi ha bisogno di accessibilità. Il cattivo esempio del Comune di Catanzaro si diffonde Questa indifferenza non è un caso isolato. Il Settore Cultura del Comune di Catanzaro, nonostante il richiamo formale del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, continua a ignorare le nostre comunicazioni e a non garantire l’accessibilità negli eventi pubblici. Un comportamento istituzionale grave, che sembra aver fatto scuola.
 
Ora ci chiediamo:   l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro vuole davvero seguire lo stesso modello di esclusione? Un’eredità culturale pericolosa Il messaggio che arriva è devastante: la cultura è per tutti… tranne che per i sordi; l’inclusione è un valore… ma solo nei discorsi; l’arte è libertà… ma non per chi non sente.
 
È questa la Calabria culturale che vogliamo costruire? Una Calabria che porta il mondo a Catanzaro, ma non riesce a garantire un semplice sottotitolo? La domanda che resta Dopo il silenzio del Comune, dopo l’indifferenza dell’Accademia, dopo l’ennesima occasione mancata, resta una domanda inevitabile: L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro intende davvero proseguire sulla strada della sordofobia istituzionale? Perché l’arte può essere anche “l’ultimo angolo di libertà”. Ma se quella libertà è negata a una parte dei cittadini, allora non è arte: è esclusione.
 
*Presidente Nazionale Associazione Nazionale Sordi APS


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