
di GIANCARLOSPADANUDA
“Onora la Faccia del Vecchio” è scritto nel Levitico,perchè la faccia è il primo segnale da cui prende le mosse l'etica di una società.
"E a quale etica si ispira l'Occidente se la faccia che invecchia è modificata chirurgicamente .nascosta dalla cosmesi e il carattere è nascosto sotto una falsificazione? La faccia del vecchio è un bene per il gruppo: bisognerebbe proibire forse la chirurgia cosmetica e considerarre il litfing un crimine contro l'umanità; perchè oltre a privare il gruppo della faccia del vecchio,finisce per dar corda e sostegno a quel MITO della giovinezza che visualizza la vecchiaia come anticamera della morte" (J.HILLMAN,La Forza del Carattere).
La società tecnocapitalistica ha sentenziato:il vecchio deve essere:dolce,parlare poco,pensare e leggere meno,astenersi dall’essere gioviale ,e stupidate simili;insomma la vecchiaia è uno stile di vita imposto dagli altri. Invero la vera saggezza del vecchio (pateticamente appellato anche ,come:senile, anziano,longevo,terza e quarta età) non è tanto quella di riferire le proprie esperienze di vita (che soprattutto i giovani amano farsi ad soli,correttamente),quanto piuttosto quella di “ascoltare” tutti. Poichè è dall’ascolto che nasce la comprensione dell’altro.
Il patrimonio etico-affetivo-emotivo di lunga durata,si dispiega in tutta la sua potenza, equilibrio, dolcezza; il desiderio sessuale e i contatti corporei non si estinguono con l’età. Ed allora correttamente sostiene la scrittrice Dacia Maraini :la lettura è il complemento (completamento) di tutta la faccenda: non fa male al corpo,evoca pensieri fantastici. Ho letto sempre:da piccolo mi rifugiavo sul balcone di casa,coperto da me parzialmente con una tavola di legno:era lì sotto, il mio regno ove stavo ore ed ore a sognare… Ho riletto:”Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Luis Sepùlveda (uno dei miei preferiti),fantasmatico: è la capacità di Antonio Josè Bolivar (vive nella foresta amazzonica) di possedere l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia,cioè di “saper leggere e di prediligere i romanzi d’amore dove i personaggi soffrivano e mescolavano la felicità con le sofferenze in modo così bello,che la lente d’ingrandimento gli si appannava di lacrime”
Sono un vecchio:ecco perché leggo sempre più “romanzi d’amore”.
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